Ceviche a colazione... il mio primo libro!

29 marzo 2009

Fica mal comigo quem não sabe amar

Fica mal com Deus
Quem não sabe dar
Fica mal comigo
Quem não sabe amar

Pelo meu caminho vou
Vou como quem vai chegar
Quem quiser comigo ir
Tem que vir do amor
Tem que ter pra dar

Fica mal com Deus
Quem não sabe dar
Fica mal comigo
Quem não sabe amar

Vida que não tem valor
Homem que não sabe dar
Deus que se descuide dele
O jeito a gente ajeita
Dele se acabar

Fica mal com Deus
Quem não sabe dar
Fica mal comigo
Quem não sabe amar
***
Geraldo Vandré

La buona novella non è mai stata una buona novella

Giovedì scorso ho risposto a un corrispondente del gruppo di discussione di Nicolò Scialfa - battezzato con il nome signifcativo di Spinoza - il quale aveva affrontato il tema della laicità dello Stato, sulla base di un articolo del Corriere della Sera.
Lui dice:
"Credo che talvolta sia necessario esprimere pubblicamente il proprio sdegno nei confronti di certe dichiarazioni avendo in mente uno Stato laico e rifiutando ingerenze che ci fanno assomigliare a governi teocratici.
L’ingerenza e la presenza delle strutture cattoliche nella nostra politica e libertà è enorme. Siamo l’unico Paese che garantisce ore ed ore di libero utilizzo senza contraddittorio alla Chiesa Cattolica dei nostri mezzi di informazioni (esempio per tutti la domenica mattina di Rai1) e lo nega tranquillamente ad altre confessioni. Il mio non è un attacco ai credenti cattolici ma alle loro false istituzioni che sono più dei farisaici centri di potere che dei messaggeri di pace. Chi mi conosce sa che per scelta personale non critico mai altre confessioni religiose ma questo caso è veramente grave e questi fatti sono sempre più frequenti.
Per questo trovo gravissime certe dichiarazioni, ancor più dopo la farneticazione di Ratzinger (che apprezzo molto come teologo ma poco come simbolo di qualsivoglia libertà) che ha provocato un enorme danno (da cui seguiranno molti contagi) con la sua dichiarazione assurda sui preservativi (è un religioso, non un immunologo, ed ha detto solo una grande falsità).
Ma andando alle dichiarazioni del presidente della CEI vorrei sottolineare: che il Papa possa essere irriso e offeso è un dato di fatto. In questo senso si potrebbe capire la dichiarazione di Bagnasco. Ma un dato di fatto è la libertà di esprimere le proprie opinioni. È una delle nostre libertà democratiche che non sembrano piacere al Vaticano. Le polemiche su Williamson erano scontate. Se si fa una scelta si deve mettere in conto di pagarne le conseguenze se questa scelta è così grave. Se la polemica sui preservativi non aveva ragione d’essere, il Sig. Bagnasco lo lasci dire a chi questa polemica ha tutta la libertà di farla. È stato un grave attentato alla salute e sta buttando via il lavoro di tanti (anche gruppi cattolici) che distribuendo preservativi hanno salvato delle vite, non è la CEI che deve decidere le cose per le quali ci si possa o non ci si possa indignare. Il fatto che Bagnasco non accetti che il Papa venga irriso e offeso cosa comporta? Le guardie svizzere nelle redazioni dei giornali e nei parlamenti?
Il diritto a morire, per quanto raccapricciante per Bagnasco, non lo è per alcuni di coloro che non aderiscono alla Chiesa Cattolica. Quando mai una scelta religiosa può essere imposta ad altri con la forza? L’eutanasia è una falsa soluzione? Ci sono tanti che non lo credono: possiamo lasciare loro questa libertà? Sempre sul caso della Sig.ra Eluana presa come esempio: che differenza c’è tra un malato terminale che decide di non infierire sul suo corpo e secondo la CEI non può farlo e il bell’esempio di Giovanni Paolo II che ha fatto la stessa scelta?
Ruini conclude parlando di scontro tra credenti e non credenti.
In realtà sono alcuni cattolici (non tutti!) che cercano questo scontro imponendo le loro idee ai non credenti che non impongono le loro scelte a nessuno. Per un laico è importante che il singolo possa scegliere tra due opzioni (criticare-non criticare, terapia – non terapia) mentre la CEI e l’apparato religioso vorrebbe imporre solo la propria visione. La cosa che mi fa sorridere è che per molte cose mi trovo d’accordo con Ratzinger e Bagnasco per la mia posizione personale, ma non mi sognerei mai di imporla ad altri.
La buona novella imposta con la forza non è più una buona novella.
R".
***
Io gli ho risposto così:
"La buona novella non è mai stata una buona novella.
Basta studiare la storia (che il buon Nicolò, giustamente, dice che invece non studia nessuno!).
La Chiesa romana - come più correttamente va chiamata - è l'istituzione di potere - in quanto tale esiste ufficialmente dal Concilio di Nicea del 325 d.C. (!) - che più di ogni altra, senza nemmeno possibilità di paragone, ha provocato morte, sofferenza, genocidi reali e culturali. Non so quanto si possano quantificare questi dati di fatto, ma sto comunque parlando di centinaia di milioni di morti!
E, quel che è peggio, continua a farlo!!!
Allorché il nunzio apostolico all'ONU vi ha trasmesso la volontà del Vaticano votando contro la depenalizzazione dell'omosessualità nel mondo, ha dichiarato la propria complicità nei confronti di quei paesi dove gli omosessuali sono condannati a MORTE!
E quando Ratzinger ha lanciato il proprio anatema contro i preservativi in Africa ha condannato milioni di persone a SOFFRIRE e MORIRE di AIDS, in un continente - io ci ho vissuto e lo so per esperienza personale, non perché l'abbia letto sul corriere dei piccoli - dove in certi paesi la popolazione contagiata raggiunge oltre il 40 % del totale!!!!!!
Altroché difensori della vita!
Difensori della sofferenza e del dolore, vero nutrimento della Chiesa, senza i quali non esisterebbe, perché nessuno ne avrebbe bisogno!!!
Trovo semplicemente assurdo che la gente non apra gli occhi e non scorga questa semplice verità!
Forse, in un futuro che io auspico, la Chiesa e i suoi membri saranno giustamente condannati per crimini contro l'umanità. I pù gravi mai commessi in assoluto".
Roberto

28 marzo 2009

Come un uomo sulla terra

Stamattina ho assistito al film autoprodotto Come un uomo sulla terra (http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/, dove c'è anche una petizione) in occasione di una proiezione/dibattito organizzata al Polo didattico dal Centro delle culture e a cui ha partecipato anche l'amica Avv.ta Alessandra Ballerini, nota e tenace specialista di diritti umani (violati, anche quelli di noi insegnanti precari).
Nonostante conoscessi bene l'oggetto della denuncia di questo film, anche nei particolari, vederlo mi ha suscitato un'aspra reazione emotiva. In primo luogo ho pianto varie volte durante il film, in secondo luogo, quando sono uscito, ho vagato senza meta una mezz'ora circa, sconvolto.
Ebbene, in quanto insegnante, ma soprattutto in quanto essere umano, ritengo doveroso promuoverne la divulgazione, pertanto sto divulgando quanto più possibile l'invito a vederlo: si deve conoscere e denunciare l'olocausto in corso di cui questo film è una testimonianza diretta.
Per chi è di Genova, sono in contatto con i membri del Centro delle Culture che sono naturalmente dispostissimi a metterlo a disposizione ovunque. Con la mia collaborazione.
Il Centro delle Culture si sta facendo promotore anche della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza (http://www.mondosenzaguerre.org/), appuntamento da non perdere!

25 marzo 2009

Silenzio...

Silenzio...
Voglio... il silenzio...
il silenzio... obliato
il silenzio... sospirato
il silenzio... anelato
il dolce silenzio
laggiù!... il silenzio!
Ecco il silenzio!
il silenzio puro
il silenzio che è pace
il silenzio che è armonia
il silenzio che è spazio
il silenzio... il nulla...
oh dio!... il silenzio!
il silenzio buio
il silenzio vuoto
il silenzio abissale
il silenzio assordante
il silenzio... l’angoscia...
basta!... il silenzio!!!!
vuoi il silenzio...

24 marzo 2009

Puedo escribir los versos más tristes esta noche

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.

Escribir, por ejemplo: «La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos».

El viento de la noche gira en el cielo y canta.

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.

En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
La besé tantas veces bajo el cielo infinito.

Ella me quiso, a veces yo también la quería.
Cómo no haber amado sus grandes ojos fijos.

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido.

Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.

Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche está estrellada y ella no está conmigo.

Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.

Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.

La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.

Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise.
Mi voz buscaba el viento para tocar su oído.

De otro. Será de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.

Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.

Porque en noches como ésta la tuve entre mis brazos,
Mi alma no se contenta con haberla perdido.

Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.
...¡así es la vida!...

20 marzo 2009

Comunicato del Movimento Insegnanti Precari di Roma sui fatti della Sapienza

In stretta relazione al mio post precedente, divulgo il seguente comunicato di Francesco Cori del Movimento Insegnanti Precari di Roma, sui fatti della Sapienza, al quale aderisco, ovvio:
Nella giornata di ieri si è svolto lo sciopero dei settori della conoscenza, scuola, università e ricerca , indetto dalla FLC CGIL. Il Movimento Insegnanti Precari di Roma ha deciso di aderire e partecipare alla manifestazione statica che si è tenuta a P.za S.S. Apostoli e, alcuni di noi, al corteo organizzato dagli studenti universitari. All’uscita della città universitaria il corteo è stato bloccato da un’imponente schieramento di poliziotti in assetto antisommossa; mentre alcuni studenti trattavano con agenti dei carabinieri per tentare di proseguire, è partita improvvisamente una carica violentissima che ci ha ricacciati all’interno della città univeritaria; alcuni ragazzi sono rimasti feriti, per fortuna non gravemente. Nessun tentativo di uscire dalla città universitaria è valso perché la celere nel frattempo aveva bloccato tutte le uscite.
Il Movimento Insegnanti Precari di Roma esprime piena solidarietà agli studenti caricati dalle forze di polizia mentre esercitavano il loro diritto costituzionale a manifestare . Dato che le cariche sono state giustificate dal protocollo sulle manifestazioni, definito dal sindaco di roma e sottoscritto dalla principali confederazioni sindacali, che limita gli spazi e i modi attraverso i quali poter esercitare il diritto a manifestare, è indispensabile un immediato chiarimento. Chiediamo, quindi, alla CGIL di prendere una posizione netta e di ritirare la firma dal protocollo.
Movimento Insegnanti Precari di Roma aderente alla Rete Nazionale dei Precari

La banalità di Brunetta

Le ultime dichiarazioni di Brunetta, che ha definito guerriglieri meritevoli di essere trattati come tali gli studenti dell'Onda, hanno suscitato varie reazioni, sdegnate, ironiche, ecc.
A me personalmente sembrano semplicemente banali. E in quanto tali adeguate al personaggio.
Banali perché rispecchiano chiaramente la lezione di Cossiga, che aveva sì impressionato, sebbene non sorpreso, allorché già mesi fa aveva indicato la stessa strategia, ben collaudata da lui e da altri prima e dopo di lui, per criminalizzare la protesta studentesca.
Insomma, è stata l'ennesima circostanza nella quale Brunetta poteva stare zitto invece ha alimentato ulteriormente l'etichetta di "energumeno tascabile" che gli ha appiccicato, con la sua stessa complicità, lo spiritoso (per una volta) D'Alema.
Brunetta verrà ricordato, forse addirittura per antonomasia, come un individuo gretto e basso, non solo per la statura, ma anche e soprattutto per le qualità morali e intellettuali.