20 novembre 2009

Intervista a Gabriele Del Grande – Fortress Europe

1) Da quanto tempo e perché ti occupi di "Fortress Europe", tanto più che mi risulta che sei molto giovane, a maggior ragione m'intriga sapere perché ti dedichi con tanta passione e competenza ai diritti dei migranti.
1) Ho iniziato nel giugno del 2005 a fare le prime ricerche sui dispersi nel Mediterraneo. Lavoravo come giornalista all'agenzia stampa Redattore Sociale (www.redattoresociale.it/). All'epoca era solo un articolo. Poi mi sono reso conto delle dimensioni della tragedia e ho continuato a lavorarci. Fino a mettere on line il sito (http://fortresseurope.blogspot.com/), nel gennaio 2006, e poi a partire per i viaggi nel mediterraneo che faccio ormai in modo ininterrotto dall'ottobre 2006, sulle tracce delle storie di tanti emigranti che fanno la storia di questi anni bui per il mediterraneo.
2) Non so se conosci il cantante guatemalteco Ricardo Arjona, che ha dedicato una sua celebre e bella canzone al "mojado", il "bagnato", cioè i migranti latinos che per andare negli USA devono attraversare il Rio Bravo perciò si devono "bagnare". Alla fine del suo video colloca un dato spaventoso: negli ultimi tre anni oltre 1500 persone sono morte nel tentativo di entrare negli USA. Ma, a giudicare anche dai dati che fornisci tu nel tuo sito, l'Europa batte gli USA in questa triste gara. Che cosa c'è dietro tutto ciò, secondo te? La paura dei ricchi di dover dividere la loro ricchezza con i poveri, il calcolo politico dei potenti del mondo che vogliono lasciare i paesi del sud del mondo in una situazione di inferiorità, ecc.?
2) Ci sono molti aspetti. Il primo è di natura coloniale. L'idea cioè che gli altri – cioè chi non appartiene al club dei paesi industrializzati – non abbiano diritto di circolare liberamente. Ma che siano soltanto le nostre aziende a poter arrogare il diritto di trasferire temporaneamente in Europa il numero di braccia necessarie al buon funzionamento delle nostre imprese, limitatamente alla durata del loro impiego. Il resto è solo retorica sui diritti umani con cui ci si risciacqua la bocca prima dei grandi discorsi. E allora l'azione di chi brucia le frontiere diventa un gesto politico. Di ribellione. Verso le politiche omicide dell'Europa che nega i visti ma chiede manodopera. E verso la classe politica corrotta e inadeguata che governa i paesi della riva sud del mediterraneo, negando il sogno di un avvenire a tanti dei suoi giovani.
Poi c'è un discorso culturale, montato ad arte dalla classe politica e dalla stampa. L'idea cioè che fuori dall'Europa si trovi l'oscuro, il male, l'ignoto, la barbarie. E che il mondo intero sia pronto con la valigia per invadere la civile Europa, un mondo di straccioni e estremisti religiosi.
Non penso che i paesi potenti vogliano lasciare i paesi del sud in una situazione di inferiorità. Almeno non necessariamente. Basta guardare quello che succede nei ricchissimi paesi del golfo o nel sudest asiatico o in Cina. Dopotutto sono mercati dove vendere le merci europee... penso semplicemente che l'Europa dovrebbe parlare meno di diritti umani, visto che l'unico criterio con cui si porta avanti la politica estera è un criterio di tipo economico, che mira a stringere affari al miglior prezzo. Chiunque sia la controparte: la Russia di Putin, la Libia di Gheddafi o la Tunisia di Ben Ali.
3) Perché, secondo te, da parte della gente comune c'è più indifferenza che solidarietà: mancanza di memoria, cattiveria, complicità, ecc.?
3) Da parte della gente comune c'è indifferenza in generale. Verso molte tematiche. L'immigrazione è l'ultimo dei problemi dell'italia. La gente è indifferente verso la precarietà, verso la situazione dei giovani, verso il potere abnorme di banche e assicurazioni, verso le mafie... Perché dovrebbe essere più sensibile verso l'immigrazione. Il problema forse va posto a un altro livello. Viviamo in un paese dove non esiste una pubblica opinione. Dove i giornali e le tv si occupano di gossip e sterili polemiche tra politicanti. I fatti sono scomparsi dalla cronaca, salvo qualche fatto di nera che tanto piace ai nostri direttori di redazione. E poi c'è il problema della sicurezza e della retorica di cui tutti siamo vittime. Ma di nuovo, il vero problema sono gli immigrati? O la vita di intere città e quartieri? Dove i legami sociali sono pressoché scomparsi? Dove la gente si sente sola? Le strade sono deserte? E questa stampa? Ignorante e impreparata. Impregnata di quel senso comune di razzismo che rilancia dalle prime pagine dei quotidiani. E lo Stato? Che fa del razzismo l'asse portante delle sue politiche? Un ministro invoca la cattiveria contro gli stranieri senza documenti, e ne fa norma attraverso una legge sulla sicurezza in cui si autorizzano squadre di cittadini a pattugliare i quartieri contro un nemico identificato nello straniero, e poi ci stupiamo se la gente mostra più indifferenza che solidarietà? In realtà dovremmo essere contenti – paradossalmente – che la gente mostri indifferenza anziché manifestare violenza di massa. È che come al solito l'Italia è migliore di chi la rappresenta. Ma il rischio di una deriva razzista c'è davvero.
4) Domanda connessa alla precedente: il Pacchetto Sicurezza, oltre ad essere una nuova legge razziale, introduce, come al tempo della persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti, l'idea di un reato per quello che si è e non per quello che si fa. Pensi che siamo al preludio a un nuovo fascismo, anche peggiore del precedente, o si tratta del canto del cigno di una vecchia classe dirigente che non sa adattarsi alla "globalizzazione"?
4) Non parlerei di fascismo, perché è una parola equivoca, e perché queste politiche sono ampiamente condivise dalla destra e dalla sinistra italiana. Ricordo a tutti che fu un governo di sinistra a aprire i centri di permanenza temporanea (CPT, oggi CIE) e che fu l'attuale presidente della repubblica Giorgio Napolitano a firmare uno dei primi accordi di riammissione con la Tunisia del regime di Ben Ali, nel 1998. La classe dirigente certo si è abituata fin troppo in fretta alla globalizzazione. Ma dei capitali e delle merci, al punto da fare poco o niente per tenere in Italia la filiera produttiva di tanti settori oggi delocalizzati in Cina piuttosto che in Romania, a detrimento delle piccole e medie imprese italiane. Non ritengo nemmeno che il problema sia ciò che si è. Il problema è lo spostamento. La circolazione. In un mondo che basa la sua mappa del potere sulla distribuzione della ricchezza e sulla sua concentrazione in un manipolo di paesi ricchi, non è ammessa la libertà di circolazione. Perché, come in un processo osmotico, impoverisce i paesi di immigrazione e arricchisce quelli di origine. E chi si ribella a quell'ordine imposto dagli stati nazione per proteggere le proprie fortezze, è colpevole. Nei CIE non ci finiscono gli stranieri. Ma solo quelli senza documenti. Ovvero senza contratto di lavoro. Ovvero improduttivi. E torniamo al discorso di prima. Se mi servi, sei il benvenuto. Se non produci, ho il diritto di deportarti.
5) Ultima domanda: quali soluzioni e azioni proponi, alla gente comune in particolare? Che cosa pensi che possiamo fare di più di quanto già facciamo?
5) La soluzione è una sola. E si chiama libertà di circolazione. Esattamente come avviene – è sempre utile ricordarlo – dal primo gennaio 2007 con Polonia, Romania e Bulgaria. Paesi dai quali negli ultimi due anni non c'è stata nessuna invasione. Al contrario, la migrazione si è stabilizzata con meccanismi circolari di andata e ritorno a seconda della disponibilità del mercato del lavoro e delle proprie esigenze. Si dovrebbe partire dal Mediterraneo. Uno spazio che per motivi storici e di opportunità politiche non può essere trincerato da frontiere. Ma dovrebbe sin d'ora essere aperto alla libertà di circolazione. Sicuramente nei primi mesi ci sarebbe un forte afflusso di emigranti. Ma nel giro di pochissimo tempo la cosa si stabilizzerebbe. Esattamente come è avvenuto per i paesi dell'Europa orientale. Pensate solo a quanti miliardi di euro si guadagnerebbero chiudendo i 224 centri di espulsione dell'UE, a quanti funzionari di polizia si potrebbero restituire alle attività di sicurezza reale del territorio, a quanto le carceri si svuoterebbero di emigrati detenuti per il mancato osservamento dell'ordine di espulsione. E pensate a quanta ricchezza – in termini culturali e economici – il Mediterraneo tornerebbe a produrre, un po' come sta avvenendo nell'UE all'interno dello spazio di libera circolazione.
Roberto Marras – 20/11/2009

13 novembre 2009

Premio Nobel per la pace a Toba

Forzato in casa dall'influenza, mi sto dedicando, tra l'altro, a guardare dei DVD che avevo acquistato, giudicandoli interessanti, per poi accantonarli sullo scaffale per mancanza di tempo.
Uno di questi è il documentario del grande regista argentino Fernando "Pino" Solanas, La dignidad de los nadies, già del 2005, invero.
Mi ha colpito e emozionato tutto, perché parla della grande forza e intelligenza dei poveri, disoccupati, emarginati vari, sconfitti apparenti, che in realtà sono dei vincitori, perché hanno trovato nella solidarietà e nella resistenza i veri valori.
Gente dotata anche di cultura e di padronanza di linguaggio, anche se povera o impoverita dal saccheggio neoliberista. Non so se in Italia saremmo in grado di riprodurre tanto, nelle stesse condizioni... forse lo sapremo tra breve.
Comunque, il personaggio che mi ha colpito di più è stato Toba, alias Héctor García, un maestro di mezz'età che vive in una periferia dimenticata da tutti – ci mette 2 ore e mezza per andare al lavoro – e durante il fine settimana si dedica con la moglie a organizzare una mensa gratuita per i bambini del suo quartiere. Solanas l'ha conosciuto e intervistato perché ha salvato la vita a uno che come lui manifestava contro il governo il 21 dicembre del 2001, a cui la polizia aveva sparato in testa e solo da poco, pare, si stanno punendo i colpevoli (cfr. per esempio http://fernandoaguero.blogspot.com/2006/11/imgenes-de-una-cada.html, buona abitudine che in Italia, paese dei G8, per carità!, non abbiamo imparato (leggi Genova 2001 e altri casi!).
Infine, io propongo il Toba per il premio Nobel per la Pace, credo che lo meriti immensamente di più di Obama.
Chiedo sostegno alla causa!

Ken Saro-Wiwa

La prima volta che ho sentito parlare di Ken Saro-Wiwa è stato nel suo paese d'origine, la Nigeria, quando ho lavorato presso la Scuola Italiana di Lagos, la Enrico Mattei, di proprietà dell'Agip, ovviamente, durante l'a.s. 2005/2006. E fu poco prima che cadesse il decennale della sua esecuzione, il 10 novembre del 1995.
Sin da subito ho apprezzato il gran valore del personaggio e da allora lo condivido con i miei alunni, a cui faccio conoscere l'esperienza di lotta e i testi suoi, arricchiti dalla mia personale testimonianza di qualcuno che ha visto con i propri occhi ciò che accade in Nigeria, perlomeno a Lagos.
Quando è uscita la notizia che la Shell è stata costretta a pagare 15 milioni e mezzo di dollari per non essere processata per il coinvolgimento nella sua morte, ordinata dal dittatore Abacha, sono stato tentato di dedicarle un post di questo mio blog. Ma ancora non sono del tutto sicuro che si tratti di una buona notizia. Avrei preferito che la Shell fosse processata.
In realtà, infatti, il messaggio che è stato lanciato è sempre lo stesso: chi può permetterselo, può commettere tutti i crimini che voglia, basta che poi patteggi una cifra da pagare.
E può anche continuare a commetterli. Perché la Nigeria, il paese più ricco di petrolio di tutta l'Africa, è un paese, come ho già testimoniato, devastato sotto tutti i punti di vista: ecologico, materiale, morale, ecc. E questo a causa delle multinazionali del petrolio, Agip compresa.
Mercoledì scorso Saviano, presso Fazio, su Rai3, ha, tra l'altro, parlato di Ken Saro-Wiwa. E mi ha fatto piacere. Tutto il programma è stato notevole, aggettivo che negli ultimi anni non lo si può spendere con tanta coscienza per dei programmi televisivi. Forse mai.
Quello che Saviano e Fazio hanno tentato di fare è stato, potremmo dire, di tentare di trasmettere dei modelli di vita ben diversi rispetto a quelli del grande fratello o altre amenità del genere.
Speriamo che certi semi germoglino.

04 novembre 2009

Cittadini comuni onesti mai più!

Stamattina mi sono recato all'udienza del primo ricorso che ho opposto al Comune di Genova in seguito a varie multe che ho sofferto negli ultimi mesi, anzi nell'ultimo anno, che ho valutato come minimo ingiuste, ma che ora giudico né più né meno fraudolente.
Mi spiego meglio.
Questa, per esempio, l'ho subita il 30 dicembre del 2008 alle 15:50 in Via Catalani, a Sestri Ponente, dove di fatto abito da 2 anni, anche se continuo ad avere la residenza altrove.
Quel giorno, come quasi tutti i giorni dell'anno invero, trattandosi per giunta di un periodo di festa consumista in cui la massa va a sprecare la tredicesima in sovrabbondanza di cibo e altre amenità, o, se preferite, a “muovere il mercato”, trovare parcheggio per tornare a casa fu davvero un'impresa impossibile, in cui ho sprecato molto tempo e molta benzina.
Alla fine ho parcheggiato la mia auto ultima della fila centrale, che quotidianamente trasgredisce il codice stradale in detta via, specie quelle macchine che si sovrappongono sullo spartitraffico ormai peraltro devastato e che l'amministrazione comunale genovese dovrebbe più realisticamente sostituire con una segnaletica per parcheggi.
Ma ne dovrebbe fare tante di cose! Che non fa!
Preferisce mandare solerti ufficiali della P.M. a mettere multe, perché fanno cassa, per esempio proprio alle ultime auto di detta fila che sarebbe invero tutta da multare, con il pretesto che “intralciano il traffico”, falsità mostruosa (o verità generale), che cela invero con ipocrisia una perniciosa inadempienza dell'amministrazione comunale rispetto alle infrastrutture e a soprattutto ai parcheggi dei residenti di tutto il Ponente bistrattato e vilipeso in tutte le forme!!!
Quanto si è dimostrata scadente questa amministrazione comunale, non solo in questo campo!
Sicuramente, come ho già dichiarato, io non la voterò alle prossime elezioni, per quello che può valere il mio voto! Probabilmente non voterò per nessuno e andrò ad accrescere la percentuale dei non votanti, la vera maggioranza, purtroppo forzatamente silenziosa, di questo infame Paese!
Comunque, come è già chiaro dalla mia amarezza, il ricorso l'ho perso: a poco è valso far notare la realtà al giudice di pace – che per inciso, dimostrando molta frustrazione, mi ha anche detto: “voi pensate di venire dai giudici di pace a ottenere qualcosa!” –, il quale ha fatto valere la “risposta” degli avvocati del Comune, secondo cui io “non contesto nel merito l'accertamento”, laddove però ho insistito nel denunciare la portata morale e anche giuridica di tale sanzione, in quanto la Legge dovrebbe valere per tutti. E se hanno messo la multa a me, avrebbero dovuto metterla per coerenza giuridica anche ad altre 50 auto! Oppure non metterla a nessuno e garantire piuttosto i parcheggi ai residenti!
Ho detto al frustrato giudice di pace che, in quanto insegnante, smetterò di insegnare ai miei alunni che la Legge è uguale per tutti ed altre amenità. Vivere onestamente in questo Paese, come dimostra ampiamente la classe politica che abbiamo al potere, nazionale e locale, non solo non paga, ma fa pagare!
Mentre non paga mai chi dovrebbe davvero pagare! Per giunta, per “infrazioni” ben più gravi della mia che è stata indotta dalle mancanze altrui – e che comunque, ripeto, avrebbe dovuto essere contestualizzata più coerentemente.
Il giudice di pace mi ha risposto: “mi spiace che lei dica così!”.
I prossimi ricorsi per cui sono già stato convocato sono contro le famigerate corsie riservate, una contestatami a Cornigliano (!!!), l'altra a Cavour (!!!), entrambe mentre ero in scooter.
Mi hanno già detto che perderò, degli avvocati con cui ho conversato durante l'attesa.
E, dopo l'amarezza di stamattina, quando la mia ragione era persino sfacciata, non fatico a credere loro.
Pertanto ho deciso che nemmeno mi presenterò, per perdere una giornata di lavoro, quindi dei soldi, e farmi del sangue marcio.
E perderei nonostante questa amministrazione comunale scandalosa si sia accorta che le multe per le corsie riservate siano un vero abuso e hanno anzi deciso di riservarle anche agli scooter a partire dal prossimo gennaio!
La cosa che fa peraltro ancora più rabbia è che la selezione delle corsie riservate su cui fare le multe ha anche un sapore fortemente classista: nel quartiere iperpopolare di Cornigliano, per esempio, dove c'è SEMPRE traffico, non solo ora che è un cantiere eternamente aperto, a Cavour, idem come sopra, non certo in via Roma, dove si è costretti SEMPRE a passare sulla corsia riservata perché quella per i veicoli ordinari è SEMPRE ostruita da auto, spesso di gran lusso, dei vari commercialisti, avvocati, funzionari consolari, o della Prefettura o della Provincia, che hanno gli uffici in questa via, oppure dai furgoni che riforniscono i ricchi negozi dell'alta borghesia genovese!!!!
E questa dovrebbe essere una giunta di centro-sinistra!!!!
In ogni caso, anche se ho perso e perderò, mi ostinerò a non pagare! Ad imitazione del nostro (malgrado) premier!

Eça de Queiroz... il saggio inascoltato!

Os políticos e as fraldas devem ser mudados frequentemente e pela mesma razão.
I politici e i pannolini devono essere cambiati spesso e per la stessa ragione.
Questo è uno degli insegnamenti che ci ha lasciato il grande scrittore portoghese José Maria de Eça de Queiroz (1845—1900), che non mi pare, da allora, sia mai stato applicato, purtroppo.
Sarebbe ora di cominciare a farlo, ma purtroppo ci hanno fregato con la legge elettorale in uso in Italia, per cui non solo non possiamo, come sarebbe più democratico, scegliere i nostri candidati, ma sono annullati anche milioni di voti!

26 ottobre 2009

La disperazione più grave!

La disperazione più grave che possa impadronirsi d'una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.
Corrado Alvaro, da Ultimo diario.
Epigrafe scelta da Nicola Gratteri per il suo libro Fratelli di sangue. La 'ndrangheta tra arretratezza e modernità: da mafia agropastorale a holding del crimine, scritto in collaborazione con Antonio Nicaso, nota introduttiva di Luigi M. Lombardi Satriani, Pellegrini Editore.

La demolizione della Scuola Pubblica

Pubblico anche sul mio blog la relazione sintetica del Convegno "La Scuola che vogliamo" tenutosi sabato scorso, 24 ottobre 2009, presso l'Auditorium di Palazzo Rosso e organizzato da noi del Comitato Precari Liguri della Scuola - in particolare dal vulcanico amico e collega Paolo Fasce, sia pure sulla base di una mia idea originaria - in collaborazione con il CoGeDe.
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La demolizione della Scuola Pubblica
Ovvero, l'attentato alla Costituzione attraverso lo svilimento della figura del docente
Relazione dell'intervento dell'autore al Convegno "La scuola che vogliamo" – Genova, Auditorium di Palazzo Rosso, 24 ottobre 2009
Da circa 30/40 anni in Italia si sta assistendo a un progressivo svilimento della figura del docente, un tempo oggetto di ben altra considerazione rispetto a oggi, che, a mia opinione, non è fine a sé stesso, ma finalizzato allo svilimento a sua volta e alla progressiva demolizione della Scuola pubblica, gratuita e aperta a tutti.
Chi ha interesse a demolire la Scuola Pubblica?
A parte il concorrente tradizionale, ossia la Chiesa cattolica, interessata a far primeggiare la propria scuola privata e confessionale, ci sono senza ombra di dubbio tanti altri soggetti interessati a conseguire questo scopo.
Come aveva avvisato tanti anni fa Piero Calamandrei, è interessato a questo chiunque abbia intenzione di conseguire il potere, e mantenerlo, in forma non democratica. Come aveva avvisato Giovanni Falcone è interessata a questo la mafia, “che non ha paura della giustizia, bensì della Scuola”.
E ce lo dovrebbe insegnare pure la Storia che una Scuola controllata da regimi totalitari è in grado esclusivamente di forgiare il consenso, non certo una coscienza critica civile e democratica.
Ritengo significativo in tal senso il fatto indubitabile che, negli ultimi dieci anni, i governi che si sono avvicendati nel nostro Paese, di entrambi gli schieramenti, abbiano scelto, a guidare il Ministero della Pubblica Istruzione, dei non competenti in materia di Scuola – a dimostrarne la considerazione che le hanno attribuito –, una broker, la Moratti, un medico, Fioroni, un'avvocata, la Gelmini, quest'ultima quella che sta facendo la figura più penosa di tutti, in quanto ha firmato dei provvedimenti chiamati pomposamente “riforma” in realtà perlopiù imposti dal ministro dell'Economia Tremonti, assieme ad altri che hanno svolto la funzione di “specchietto per le allodole” (il ritorno al grembiule su tutti), in particolare tagli mostruosi, a privare la Pubblica Istruzione di oltre 8 miliardi di euro e, soprattutto, a buttare sulla strada oltre 50.000 professionisti della Scuola, tra docenti e ATA, in tutto il Paese, quello che giustamente è stato definito da più osservatori il più colossale licenziamento in massa della storia della Repubblica!
Per risparmiare e ridurre gli sprechi in tempi di crisi, ci hanno detto, tentando di ingannare il Paese! In realtà sappiamo che 5 di questi miliardi strappati alla Scuola sono stati regalati da Berlusconi al suo amico Gheddafi, perché questi perseguiti, torturi e elimini i migranti africani – la maggior parte richiedenti lo status di rifugiati politici a buon diritto – che passano per la Libia per giungere sulle nostre coste, gli altri, come si desume dal Pacchetto Sicurezza, destinati in gran parte a potenziare i famigerati CIE e a finanziare le costosissime (e “corrotte”) operazioni di espulsione dei cosiddetti “clandestini”, in modo da completare l'opera.
Insomma, i fondi all'Istruzione Pubblica sono tagliati non per risparmiare, bensì per poter finanziare dei crimini contro l'umanità, nella sostanziale indifferenza, se non complicità, dell'opinione pubblica italiana.
Così come, del resto, sembra ormai produrre indifferenza anche lo scopo principale oggetto del titolo della presente relazione: la demolizione della Scuola Pubblica.
Che sta passando, come detto, da decenni ormai, attraverso lo svilimento della classe docente, sempre più malpagata, sempre più vilipesa con appellativi quali “fannulloni”, sempre più considerati dei part-time, spesso anche da certi docenti indegni di esserlo – perché un docente degno lavora sempre: nella preparazione delle lezioni, nella preparazione e correzione delle prove, nel costante doveroso autoaggiornamento, spesso molto costoso –, sempre più precarizzata.
Sì, perché la punta dell'iceberg di questo infame progetto siamo proprio noi precari, i quali si sa molto bene che siamo in genere molto più e meglio preparati e aggiornati – e spesso anche motivati – dei docenti più anziani, e per questa ragione ci si vuole escludere dalla Scuola, o comunque emarginare, discriminare, umiliare, anche finanziariamente, laddove sempre più spesso siamo oggetto di diffusi ritardi nei pagamenti del dovuto, sia che si tratti di stipendi, di TFR, ma persino delle misere indennità di disoccupazione.
Risulta evidente ormai come si stia attuando nei nostri confronti una vera e propria strategia di mobbing, finalizzata a “convincerci” a lasciar perdere la carriera professionale nell'Istruzione Pubblica in genere.
Sì, perché anche l'Università Pubblica, come è noto, soffre lo stesso problema, e fior di ricercatori preparati nel nostro Paese, con un investimento che non è certo da poco, sono costretti a emigrare in Paesi dove sono più giustamente valorizzati, ma a lavorare per le imprese concorrenti di quelle italiane (!), come ha denunciato una recente statistica del CNR.
Ma a chi ha interesse a demolire l'Istruzione Pubblica, questo, che si profilerebbe agli occhi di persone di buon senso addirittura come un Alto Tradimento, non importa, perché il loro scopo è conseguire, come detto, il potere, e mantenerlo, in forma non democratica, obiettivo già in sé in contrasto con la nostra Costituzione, di fatto tradita,
Così come è stata tradita dal Lodo Alfano, dal citato Pacchetto Sicurezza, ecc.
Se desideriamo resistere contro questo infame progetto, dobbiamo pretendere che si torni a valorizzare la figura del docente, che deve avere un proprio ordine professionale, che lo protegga e lo garantisca contro gli attacchi che subisce da chi è in mala fede, ma anche che ne imponga una rigorosa preparazione e etica professionale.
Perché il docente indecente fa il gioco di chi vuole demolire la Scuola Pubblica. Mentre il docente degno di questo nome è il pilastro che consolida e fa maturare nelle nuove generazioni la nostra democrazia.
Ben venga quindi la meritocrazia, ma quella vera, fatta di costante aggiornamento della classe docente a livello universitario (di cui io personalmente non ho certo paura, dato il mio curriculum), non quella proclamata ipocritamente dai rappresentanti dell'attuale governo (leggere ddl Aprea), fatta di selezione dei docenti da parte dei dirigenti scolastici trasformati in dirigenti d'azienda e impostata sulla base di criteri poco chiari e sicuramente molto loschi.
ROBERTO MARRAS
Insegnante precario nella Scuola Pubblica Italiana da 13 anni
Laureato in Lettere il 22 marzo del 1996 con 110 e lode
Diplomato nel Corso di Perfezionamento in Didattica delle Lingue e delle Letterature Classiche con il massimo dei voti – A.A. 2003/2004
Diplomato nel Master Universitario di I livello in Oriente e Occidente nell’antichità: storia, archeologia, tradizione letteraria con il massimo dei voti – A.A. 2006/2007
Dottorando in Letterature comparate euro-americane – A.A. 2008/2009 – in corso

14 ottobre 2009

Meglio fuggire!

Penso che sia utile e significativo pubblicare il seguente mio recente scambio di vedute con altri membri del forum Idealisti senza illusioni, generato dalla diffusione della denuncia del fatto che a me, come a molti altri docenti precari, non è ancora stato corrisposto lo stipendio di settembre. Sopruso che si aggiunge a tanti altri, finalizzati a esasperare chi lavora nella Scuola Pubblica ed è considerato un ostacolo al progetto di distruggerla.
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Alla cortese attenzione
Direzione Provinciale Servizi Vari di Genova
Spett.li Signori,
anche quest'anno, come negli anni precedenti, per poter vedere accreditato il mio stipendio di settembre, devo aspettare chissà quanto!!!!
Sono il prof. Roberto Marras, C.F.: MRRRRT66H01D969U, in servizio presso l'Istituto e Liceo Tecnico Statale Fortunio Liceti di Rapallo dal 1° settembre scorso (12 ore) e presso l'IIS Natta-De Ambrosis di Sestri Levante dal 22 settembre scorso (7 ore presso il Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno).
A tutt'oggi, 12 ottobre, non ho ancora visto accreditato sul mio conto lo stipendio di settembre!!
Nonostante io abbia effettuato la presa di servizio regolarmente nelle date indicate, di buona mattina, fornendo tutti i miei dati.
La segretaria del Liceti, stamattina, mi ha detto che c'è stato un disguido!
Io le ho risposto che OGNI ANNO NOI INSEGNANTI PRECARI SIAMO VITTIME DI DISGUIDI!!!
Non solo dobbiamo soffrire i ritardi delle indennità di disoccupazione da parte dell'INPS, i ritardi di accredito del TFR, ma, in attesa del dovuto stipendio di settembre, dobbiamo lavorare anche gratis, anzi pagare per lavorare, viste le spese che devo sostenere per recarmi a Rapallo e a San Salvatore di Cogorno da Genova Sestri Ponente!!!
Il mio conto è quasi in rosso per colpa dei vostri "disguidi"!!! E ho una famiglia, con una compagna incinta e un altro ragazzo di 16 anni. Meno male che lei lavora (finché può), ma io sono un professionista con 13 anni di servizio nella Scuola e fior di titoli: E VOI CI STATE UMILIANDO, CON IL CHIARO SCOPO DI SVILIRE LA SCUOLA PUBBLICA, PORTANDOCI ALL'ESASPERAZIONE!!!!
DOVRESTE VERGOGNARVI!!!!!
Vi farò vergognare io, intanto, inoltrando questa mia a tutti gli organi d'informazione che conosco!!!
Prof. Roberto Marras
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Caro Roberto, non serve certamente a cambiare questa situazione, ma hai tutta la mia solidarietà ed il rispetto che le istituzioni non sanno dare ad un patrimonio umano così prezioso come voi insegnanti! Con grande simpatia....
Marcella G.
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Grazie.
Ti assicuro che la solidarietà è sicuramente preferibile all'indifferenza!
La simpatia è ricambiata!
Roberto
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Carissimo Prof.,
anche se non ci conosciamo personalmente voglio manifestarLe la mia solidarietà - (anche per dimostraLe che non è solo e che non è circondato completamente da indifferenti).....anche se , purtroppo questa non basta per risolvere i problemi, e, soprattutto, non è sufficiente per sopravvivere......
....proprio questa sera mia figlia (di anni 12) mi ha chiesto cosa significa il termine "cervelli in fuga".........tra le varie spiegazioni che ho dato, scherzandoci anche un pò, - (anche se mi rendo conto che ci sarebbe da piangere), - le ho detto che le galline, ( richiamando il film omonimo "galline in fuga") volevano scappare da una situazione ed un ambiente ostile..a loro stretto....ma in Italia, la situazione tragi-comica vuole che le "galline" che decidono di rimanere sono quelle che hanno ancora delle speranze, ...delle illusioni,..... o delle "forti pedate nel fondo schiena"...o, meglio ancora, ("mi consenta"...il termine), un "bel fondovalle..." (ci siamo capiti, vero?). (in ogni caso è sempre una questione di c...; alla faccia della meritocrazia!)
Cordialità e stima
S. Franco
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Grazie Franco!
In effetti temo che presto saremo tanti che fuggiremo.
I presupposti ci sono tutti.
Oggi più che mai B. sta dimostrando non solo all'Italia, ma al mondo intero - e all'estero lo hanno già capito da tempo, più che da noi - che la sua famigerata "discesa in campo" è stata motivata dalla necessità duplice di salvarsi da tangentopoli e dalle inchieste sui legami tra mafia e potere e sulla P2, nonché di portare comunque avanti il progetto eversivo di conquista del potere progettato e applicato da quest'ultima.
Il periodo era delicato, perché, come ti ricorderai - io, se permetti, preferisco darti del tu -, era l'epoca del crollo dell'URSS, ma anche del potere del famigerato CAF consolidatosi con inciuci vari durante lo scorcio della Guerra Fredda e degli Anni di Piombo connessi, e non c'era più nessun "nocchiero" che fosse in grado di guidare l'Italia. Hanno tentato di approfittarne Segni e Occhetto, fallendo miseramente, perché B., nel frattempo, ha saputo a sua volta approfittare della sua posizione forte di padrone dei media - e oggi lo è più che allora, come sai - e ha applicato la sua indubbia abilità di tessitore di trame (losche) e di manipolatore dell'informazione e della demagogia anticomunista (consolidata nell'opinione pubblica italiana dalla retorica di propaganda democristiana in 50 circa anni di potere), alleandosi con i veterofascisti e i "neonazisti" leghisti e altri vari opportunisti.
Il primo governo è fallito presto, come ti ricorderai, ma è servito intanto a non farlo andare in galera, come avrebbero meritato lui, Gelli e tanti altri. La debolezza, l'incompetenza e la mala fede e della "sinistra" hanno poi collaborato a farne quello che è ora, il nuovo potenziale Mussolini.
Una cosa che pochi si ricordano - gli Italiani hanno scarsa memoria, ma io ce l'ho buona - , è quando Totò Riina (appena arrestato), Craxi (in fuga verso Hammamet) e Gelli (tra un processo e l'altro) hanno dichiarato pubblicamente, in diverse interviste televisive, che avrebbero sostenuto Forza Italia, manifestando implicitamente anche la speranza che la vittoria di B. avrebbe pure giovato loro. Come è successo, palesemente almeno per Gelli.
I collaboratori di giustizia, volgarmente noti come "pentiti di mafia", come sai, in questi ultimi tempi (ma anche prima), stanno confermando la tresca tra Forza Italia e la mafia, e sappiamo bene chi era il principale (ma non l'unico) trait d'union di questa alleanza, Marcello Dell'Utri.
Tutto ciò, aggiunto alla ventina di procedimenti giudiziari che B. è riuscito più o meno a svicolare, allo scandalo delle escort e delle minorenni (che tutto sommato sarebbe il meno, laddove negli USA invero cose del genere provocano la fine delle carriere dei politici), alla sentenza giustamente e logicamente a suo sfavore per il caso Mondadori (750 milioni di euro che deve a De Benedetti), alla bocciatura dell'impropriamente detto Lodo Alfano, con il quale voleva guadagnare l'impunità "eterna", in un Paese veramente democratico e civile sarebbe stato di gran lunga d'avanzo per condannare per alto tradimento B.!
Ti faccio notare che in un Paese come il Perù, che noi Italiani arrogantemente chiamiamo di terzo mondo e i cui cittadini maltrattiamo come extracomunitari, per moltissimo meno l'ex presidente Fujimori è stato condannato. Analoga sorte ha sofferto Menem in Argentina e Collor de Mello in Brasile nella seconda metà degli anni '80 se l'è cavata con l'impeachment.
Anche in Ecuador, un pessimo presidente come Mahaud è stato costretto a fuggire negli USA da un levantamiento popular.
Insomma, lo stereotipo del caudillo latinoamericano che oggi i nostri media liberal applicano per esempio a Chávez - che invece, in confronto a B., è un campione di democrazia - dovremmo cercarcelo in casa, perché lo vediamo tutti i giorni alla TV!!!
Sta già riuscendo a demolire la Scuola pubblica, garanzia di un paese democratico e civile - "La mafia ha paura della Scuola non della giustizia!" (Giovanni Falcone) -, è già riuscito a intaccare gravemente lo Stato di diritto sancito dalla Costituzione con il "pacchetto di sicurezza", approfittando del razzismo degli Italiani alimentato dai media (laddove i "clandestini" fungono da capro espiatorio, da "nuovi ebrei", come appunto gli ebrei lo erano stati per i nazisti), non è per ora riuscito a dare la spallata finale alla Costituzione perché la Corte Costituzionale gli ha bocciato il "lodo" Alfano, ma, con l'arroganza tipica del caudillo, appunto, ha già dichiarato che ci riproverà attraverso la strada del presidenzialismo, che sovvertirà completamente la Costituzione e la nostra democrazia. Dando degli "sporchi comunisti" ai membri della Corte Costituzionale e anche a quell'imbelle di Napolitano, peraltro massone in mala fede, pure lui.
E, purtroppo, temo che gli Italiani glielo lasceranno fare. Non sono affatto ottimista.
Pensa che le nostre speranze sono riposte nella possibilità che si formi un fronte tra i finiani, Casini, i cattolici del PD e IDV, a isolare B. e i leghisti, l'unica possibilità concreta che vedo di sconfitta politica di B.
Davvero troppo poco.
Meglio fuggire.
Roberto

05 ottobre 2009

Non avevo capito male!!!

Se qualcuno ha assistito al TG3 di ieri sera, probabilmente avrà visto il servizio di Francesca Lagorio dedicato ai detenuti del CIE di Ponte Galeria, a Roma, dove alcuni "clandestini" hanno portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni INUMANE, BARBARE, INDEGNE DI UN PAESE CIVILE E SEDICENTE DEMOCRATICO a cui i detenuti PER NON AVER COMMESSO ALCUN REATO MA SOLO PER ESISTERE sono sottoposti in celle sovraffollate - come le aule delle scuole, curioso ma non troppo aspetto in comune tra "clandestini" e i nostri alunni, vero e proprio leitmotiv di questo governo, che evidentemente ci vuole trattare come gli animali da allevamento, da stipare nel minor spazio possibile, troppo spesso impossibie.
Ai giornalisti è vietato entrare, alla faccia della tanto discussa in questi giorni libertà di stampa, però la Lagorio ha potuto intervistare telefonicamente alcuni detenuti, tra cui per primo Giober, di origine camerunense, la cui vicenda a me personalmente ha colpito di più, provocandomi un'indignazione insanabile: ieri ho pensato di aver capito male, ma ho rivisto l'edizione del TG3 sul sito della RAI e ne ho avuto conferma, Giober è in Italia da 29 ANNI (!!!!!!), IN ITALIA SONO NATI I SUOI DUE FIGLI E IN ITALIA HA LAVORATO REGOLARMENTE E PAGATO LE TASSE FINO A TEMPI RECENTI, QUANDO HA PERSO IL LAVORO E POCO DOPO IL PERMESSO DI SOGGIORNO, PER POI ESSERE ARRESTATO E DETENUTO APPUNTO A PONTE GALERIA, NELL'ATTESA INFINITA DI ESSERE ESPULSO!!!!!
Questa è l'ennesima dimostrazione del fatto non solo che in Italia è in atto un attentato alla Costituzione, allo Stato di diritto e alla democrazia tramite il capro espiatorio dei "clandestini", ma che è in atto anche una vera e proprio pulizia etnica in perfetto stile jugoslavo: non importa se sei da tanto qui, non importa se eri regolare e hai pagato le tasse, ecc., sei straniero e clandestino, quindi un criminale da perseguitare, incarcerare e cacciare!
Questo è il messaggio chiaro del governo!
In stridente contrasto non solo con la nostra Costituzione, ma anche con tutti i trattati internazionali relativi alla condizione giuridica dello straniero - peraltro richiamati nell'articolo 10 della Costituzione stessa - a cui il nostro Stato aderisce da tempo ma che il nostro (malgrado) governo, nell'indifferenza se non complicità quasi generale, sta violando nel modo più sfacciato e volgare!!!!
IO MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!!!!
ROBERTO MARRAS

30 settembre 2009

Questa è carina: alla faccia di tutti i bigotti!!!

Mi è arrivata per email, la trovo geniale. E assolutamente condivisibile, come provocazione a tutti i bigotti e soprattutto a chi li strumentalizza. Se fosse per loro, vivremmo, se ci riuscissimo, davvero in un film dell'orrore.
***
Dalle frequenze di Radio Maria, un noto religioso dispensa alle persone che telefonano indicazioni e consigli spirituali tratti direttamente dalle scritture.
Qualche tempo fa, in una delle risposte agli ascoltatori, ha affermato che l'omosessualità – come si legge nella Bibbia (levitico, 18, 22) – è un abominio e non può essere tollerata in alcun caso. Un ascoltatore gli ha scritto per chiedere lumi su alcuni altri problemi di vita vissuta.
Lettera del 16 maggio 2009
"Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18,22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcuni consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e su come applicarle.
- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
- Quando dò fuoco ad un toro sull'altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico .9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l' odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
- So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s'offendono.
- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
- Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell'omosessualità. Non sono d'accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all'altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere. La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c'è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. È andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarlo come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande. Nell'occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto".