Ceviche a colazione... il mio primo libro!

28 gennaio 2007

Gita a Roma!

Nei giorni scorsi ho accompagnato un po' di alunni del Rosselli a Roma assieme al collega Biagio Palaccino, un giovane prof di 30 anni, 10 in meno dei miei 40 abbondanti. Cmq entrambi giovani, di testa soprattutto, fattore che senz'altro ha facilitato una certa coesione con i fanciulli, di 17/18 anni, che penso abbiano gradito...
Insomma, un'altra capatina a Roma, come a capodanno, stavolta un po' meno amarcord, anche se il Brasile è entrato prepotentemente di scena soprattutto il venerdì sera/notte, al Ruffa Stella, locale gestito da Edison, di SP, amico di Alessandra e Marco Aurelio, um cara muito legal.
Anche i fanciulli hanno ballato, bevuto, namorado, e tal...
A me è piaciuto soprattutto poter entrare un po' più in sintonia con loro, appunto, conoscerci meglio al di là di barriere convenzionali, conversare con loro di tutto e su tutto come amici, occasionali o duraturi che possiamo essere...
Ho avuto occasione di incontrare anche Alessandro Barroero, mio ex alunno dei tormentati ma fondamentali giorni di Tunisi. Peccato che Stellina non si sia fatta viva!
Poi, le visite, ma quelle le relazionerò ufficialmente... hehehe

15 gennaio 2007

Italia nemica degli USA???

Ieri, 14 gennaio 2007, a Roccaraso Berlusconi ne ha sparato una delle sue, accusando l'attuale governo del rivale Prodi di indirizzare l'Italia verso una politica anti-USA, di costruire un' "Italia nemica degli USA", appunto (cfr. http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/governo-caserta/berlusconi/berlusconi.html), "ostaggio della Francia", e, per la sua posizione, da tempo messa dagli statunitensi "nella lista dei Paesi su cui non si può contare"...
Non sarebbe affermazione particolarmente degna di attenzione, come la maggior parte delle berlusconate, se non avesse suscitato reazioni invece molto gravi, secondo me.
Quel che è peggio, infatti, è che i più importanti membri del governo del nostro centrosinistra hanno dato l'impressione di prendere l'accusa sul serio e si sono affrettati a smentirla. Prodi ha replicato: "siamo sulla linea tradizionale. Siamo assolutamente affidabili", D'Alema, da Doha, ha dichiarato, poco meno strisciante: "non siamo anti-americani e siamo amici dei paesi arabi. Come sempre. L' Italia è stata amica dei paesi arabi e amica di Israele. E collaboriamo anche con i grandi paesi mediterranei, come la Francia e la Spagna".
Questo diffuso e comune servilismo dei nostri politici di governo dimostra per l'ennesima volta come sia consolidata da ormai sessant'anni una sovranità limitata dello Stato italiano rispetto allo strapotere degli USA.
L'unica sostanziale differenza è che Berlusconi confonde gli USA con Bush, che è solo l'attuale presidente USA, si spera non per molto ancora, dato che i democratici si sono già impadroniti del Congresso.
Per giunta Berlusconi dimostra tutto il suo anteuropeismo di fatto, criticando la presunta deriva francese (e spagnola) del governo Prodi, atteggiamento assolutamente in sintonia con la politica estera di Bush. Ne parlerò più avanti o in un commento.
Insisto piuttosto sul fatto che lo Stato italiano è politicamente "servo" degli USA, ovvietà che non sono certo il primo e più autorevole osservatore a denunciare. Siamo una specie di Portorico mediterranea, lo dimostra la presenza di ben 113 (!!!!!) basi militari americane nel "nostro" territorio (cfr. http://www.kelebekler.com/occ/busa.htm), un'occupazione vera e propria di cui, penso, la stragrande maggioranza del popolo italiano è ignara o, peggio, non gliene importa nulla.
Qualche tempo fa ho assistito a uno speciale RAI dedicato all'Afghanistan durante il quale la giornalista italiana ha intervistato un dignitario locale a cui ha chiesto se fosse soddisfatto del nuovo corso delle cose, dopo l'occupazione americana. Lui le ha risposto: "Non proprio, a Lei piacerebbe se il suo paese fosse occupato da forze militari straniere?". La giornalista non ha replicato, forse per la vergogna di ammettere che il suo paese è realmente occupato dagli USA o forse, cosa gravissima dato il suo mestiere, perché è tra i tanti italiani che non se ne rendono conto!
Io, tra la fine del 1986 e il 1987, ho svolto la maggior parte dei miei 17 mesi di servizio militare in Marina di stanza presso la base di Santo Stefano Nafta, accanto alla cosiddetta base Nato (cioè USA) sulla stessa isola dell'arcipelago di La Maddalena.
Ho visto con i miei occhi l'enorme nave officina USS Orion inquinare il mare di quello che sarebbe anche un parco naturale, sia pure istituito qualche anno dopo, tra il 1994 e il 1996 (cfr. http://www.lamaddalenapark.it/ente.php), laddove mi risulta che ciò nonostante la Orion sia rimasta lì, ancora per molti anni se non fino ad ora, e soprattutto ci siano rimasti i terribili sommergibili nucleari, anche loro visti con i miei occhi, tra l'altro ben noti a Greenpeace i cui attivisti sono stati respinti con la forza quando hanno portato i loro gommoni ad "attaccare" la base per denunciarne l'assurdità e la pericolosità.
Il 25 ottobre del 2003 uno di questi sottomarini, lo Hartford, soffre un incidente che le "autorità" italiane rendono pubblico solo 18 (!!!) giorni dopo (Ustica, Ustica!!!).
All'indomani dell'incidente, l'istituto di ricerca indipendente francese Criiad ha rilevato la presenza di un'altissima concentrazione di Torio 234, un componente del combustibile nucleare, nelle acque dell'arcipelago della Maddalena. La polemica scoppiata è ancora in atto e, forse (sarà?), sta dietro alla dichiarazione USA secondo la quale nei prossimi anni la base sarà smantellata.
Intanto l'incidenza di tumori tra la popolazione locale (già prima dell'incidente dello Hartford) ha toccato punte altissime, lo so bene perché mio padre era di Santa Teresa di Gallura, a pochi km da La Maddalena, ho molti parenti in quei luoghi, ne sono direttamente aggiornato e, purtroppo, ho visto già varie persone care morire precocemente e talora molto giovani di tumore!
Ma tutto è stato messo a tacere anche per non compromettere il turismo locale, principale fonte d'indotto... Solo pochi continuano la denuncia (cfr. http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_1975.html e http://www.altremappe.org/Maddalena/maddalenaelealtre.htm#1).
E non dimentichamo il fatto che tramite il famoso referendum del 1987 il popolo italiano ha votato contro l'uso del nucleare nel "nostro" territorio, divieto dal quale evidentemente sono stati, da qualcuno, dispensati i sommergibili nucleari americani, che in effetti usano l'energia nucleare non per scopi civili, che detto referendum ha bocciato, bensì militari!!!!
Insomma, ribadisco: siamo uno stato suddito degli USA, si potrebbero riportare tantissimi altri fatti a dimostrarlo.
L'ipocrisia che personalmente reputo persino disgustosa è che i partiti di destra, a parole dichiaratamente nazionalisti quando non localisti (vedi Lega), in realtà sono i più servili nei confronti degli USA.
Fini, addirittura, da fascista antisemita tradizionale s'è trasformato in politico filoisraeliano, con tanto di visita uffciale e devozionale a Gerusalemme, perché così si è messo in linea con la politica estera USA.
Ma non c'è molto da sorprendersi, è la storia dei fascisti: prima del 1935 Mussolini era filobritannico, "amico" personale di Chamberlain (come oggi Berlusconi di Blair), dopo è diventato filotedesco, fantoccino di Hitler e gli italiani, da discendenti di una mitica razza mediterranea che avrebbe fornito la base etnico-antropologica ai fasti dell'Impero Romano, sono passati a essere di razza ariana - altrettanto mitica - come i tedeschi (e quindi antisemiti, vedi Leggi razziali del 1938). I fascisti di Salò, in particolare, erano niente più che collaborazionisti, impegnati ad aiutare i nazisti a vessare il proprio popolo. Dopo la guerra, i fascisti si sono tendenzialmente divisi via via in occidentalisti anticomunisti, quindi filo-USA, la maggioranza, mentre una minoranza è rimasta su posizioni più nazistoidi e "europeiste" a modo loro, quindi anti-USA.
Ma Berlusconi & Co. fanno parte, per convenienza, del primo gruppo, e la loro sfacciataggine nel mostrarlo indica come il processo politico-culturale di "americanizzazione" della nostra povera identità nazionale sia ormai un fatto compiuto, purtroppo.
Propongo di modificare il nome ufficiale dell'Italia, da Repubblica Italiana a Italy S.S.L. (Stato a Sovranità Limitata)...

7 gennaio 2007

Romanzo Storico

In questi giorni sto leggendo con gusto e soddisfazione un bel romanzo storico, Il segno di Attila di Guido Cervo.
Per ora mi limito a dire che è il genere che sicuramente preferisco in assoluto e Cervo, che ha già altri titoli al suo attivo, sta entrando a pieno merito nella lista dei miei autori favoriti.
Pare che abbia detto che scrive i romanzi che vorrebbe leggere... Penso che sia un principio narratologico assolutamente condivisibile.
Commenterò oltre in ulteriori interventi... ora ne devo terminare la lettura!

3 gennaio 2007

La vita è l'arte dell'incontro

Questi giorni di fine 2006 e inizio 2007 li ho passati felicemente a Roma presso degli amici che non vedevo da tempo, Alessandra e Marco Aurelio. Lei romana, lui brasileiro. Senza dimenticare Antonio e Isabela, anche loro ospiti (abitano a Torino) dei sopra citati, anche loro coppia italo-brasileira...
Ho conosciuto gli squisiti genitori di Alessandra, le sue due affascinanti (come lei), ma diverse sorelle..., nonché il simpatico Paulo, amico brasileiro di Alessandra.
Insomma, deu pra matar a saudade, perlomeno della lingua portoghese, quasi unica nostra lingua di comunicazione...
Ma sono stati anche e inevitabilmente giorni di amarcord, per dirla elegantemente alla Fellini...
Anch'io avrei potuto "far parte" di una coppia italo-brasileira, come è stato negli ultimi 7 anni, prima con la mia ex moglie, poi con quella che potrebbe essere sicuramente la mia attuale compagna, se non ci fossero 10000 km a separarci...
E allora mi chiedo, parafrasando la canzone del più grande poeta del '900, Vinicius de Moraes: se la vita è l'arte dell'incontro... quale nostro limite ha provocato il disincontro?
E le scelte operate, le parole dette... e quelle non dette, risulteranno quelle corrette?
Basta... per ora, basta!