Ceviche a colazione... il mio primo libro!

21 settembre 2008

Essere e non essere... l'insostenibile peso della precarietà

Ho parafrasato, abusandone, frasi fatte del repertorio letterario - l'abusatissimo Shakespeare e il non meno abusato Kundera - perché, con un po' di amara ironia, o forse meglio di spiritoso sarcasmo, rendono bene il senso di cosa sia essere precari.
Non solo nel lavoro, ma in ogni campo, da quello familiare a quello sentimentale persino. Non ne parliamo di quello finanziario.
Quando non si è qualcosa di ben definito, c'è sempre qualcuno, anche tra chi dovrebbe sostenerti e comprenderti, che ti fa pesare l'essere precario!...
Come se fosse colpa tua... mia... nostra!
Di noi che siamo semplicemente una categoria di ingannati, di persone che sono state sfruttate perché servivano, come ho sottolineato su Primocanale, e che ora vogliono buttare sulla strada perché il progetto "politico" è quello di demolire la scuola pubblica e, appunto, non serviamo più, a maggior ragione se garantiamo qualità e competenze, valori che ovviamente non interessano alla classe di governo, anzi, li vedono come pericolosi!
Paradossalmente, ci conviene persino tacere anziché dichiarare con giusto orgoglio i nostri titoli e la nostra preparazione e esperienza: è proprio la qualità che questa classe di governo non vuole più nella scuola pubblica!
Ormai ce lo dobbiamo mettere in testa, dobbiamo capire bene con chi abbiamo a che fare!
Ed è per questo che sono sempre più convinto dell'opportunità, lanciata da un collega alla nostra assemblea, di intraprendere azioni legali contro questa classe di cialtroni incompetenti e in mala fede che ci governano!!
Lo so anch'io che il precariato è un problema soprattutto politico, ma è ormai diventato anche un problema legale: dobbiamo gridare forte a tutta Italia che siamo stati INGANNATI, che siamo stati FRODATI del nostro futuro, che ci hanno USATO e MANIPOLATO come volevano e ora vogliono sbatterci nel cassonetto dei rifiuti!
Per giunta perché non facciamo il loro gioco di distruzione della scuola pubblica, cioè del diritto costituzionale di tutti all'istruzione gratuita.
Dobbiamo gridare forte, appunto, che non solo il nostro futuro è stato turlupinato da queste carogne, ma lo sarà anche quello dei nostri figli e di tutti quelli che non potranno permettersi un'istruzione privata, sicuramente carissima e non certo libera ideologicamente, tanto meno laica!!
Io personalmente, questo che ora ho scritto, lo griderò forte all'assemblea del 25 p.v. (cfr. http://precariliguria.blog.kataweb.it/).
Non credo che sia più il caso di affidarci solo ai sindacati: penso che abbiate visto tutti come l'incontro tra la Gelmini e i rappresentanti sindacali sia stato una farsa: la "ministra" si è limitata a mostrare una presentazione power point con il suo "piano scuola", come una scolaretta davanti a una commissione d'esame, e ha rifiutato una qualsiasi discussione!
E i rappresentanti sindacali si sono limitati ad andarsene indignati, quando dovevano subito promettere guerra: blocco degli scrutini, scioperi generali, ecc.
Pensate un po' in che mani siamo!
Roberto Marras

10 settembre 2008

E pure questa è da divulgare... per me e per tutti gli insegnanti precari

Lettera aperta dell’ASSOCIAZIONE DOCENTI PRECARI MILANO
Gentile Ministro Gelmini,
in riferimento all'articolo su Repubblica del 5.09.09, In tre anni taglierò 87.000 cattedre, la scuola è ormai al collasso e di quello in data odierna, sempre su Repubblica Mi dispiace per i 200 mila precari ma il loro futuro non dipende da me vorrei puntualizzare quanto segue:
Sono precaria da ormai 18 anni, e ho superato i 50 anni; per quello che può valere (a quanto pare meno di zero) ho conseguito una laurea, due abilitazioni, vinto un concorso ordinario, fatto corsi di formazione, ciò nonostante rientro perfettamente nella tipologia alla quale Lei rivolge l'invito, senza mezzi termini, di cercarsi un altro lavoro, perché nella scuola "l'ultimo treno è partito con le 25.000 assunzioni" dell'estate passata tra l'altro autorizzate dal precedente ministro, Giuseppe Fioroni.
Mi permetto di dubitare circa il fatto che tutta l'opinione pubblica sia con Lei come continua a dire in varie dichiarazioni alla stampa "L´opinione pubblica è con me, la politica irresponsabile del passato ha rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare. Il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica", una politica che continua tuttavia a rubare il futuro di centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie legate al comparto scuola.
E mi permetta, bel modo di preparare il futuro dei nuovi cittadini, riducendo le ore di insegnamento e tagliando risorse; il budget del Suo ministero "viene mangiato dagli stipendi dei docenti" non è che forse sarebbe necessario investire? Chiedere un budget maggiore? Molti edifici scolastici sono fatiscenti, ai docenti si chiede di portare avanti progetti, attivarsi nei corsi di recupero, trovare strategie per evitare la dispersione scolastica, tutto questo senza nuovi investimenti, anzi riducendo il personale, a volte si ha come l'impressione che Lei venga da un altro pianeta.
Dalle sue interviste e dal suo operato di questi ultimi mesi si evince che, ovviamente, nuovamente, il Ministero della Pubblica Istruzione è stato affidato a qualcuno che sa di scuola solo quello che ricorda dalla sua esperienza personale dietro i banchi o che desume dal "sentito dire" o da quanto legge sui giornali.
Ha mai provato a gestire una classe di 31 adolescenti? Ha sperimentato cosa significa essere assunta e licenziata per anni di fila, essere costretta a cambiare posto di lavoro, colleghi, alunni ogni anno, per poi sentirsi dire appunto "hai perso il treno", per un soffio, ma l'hai perso?”.
Lei parla di merito, di valutazione dei docenti e di qualità della scuola. Niente da eccepire, nessuno di noi teme di essere valutato, del resto lo siamo ogni giorno, dagli studenti, dalle famiglie e soprattutto dai media che sembrano fare a gara per dimostrare quanto siamo fannulloni. Ovvio solo le cose negative fanno notizia, così gira il mondo!
È chiaro che anche la qualità della scuola, che ogni Ministro promette ad ogni cambio di governo, si limiterà, come al solito, a belle parole perché l'unico modo, del resto il più facile, che anche Lei propone per dare qualità alla scuola si basa sui tagli, necessari per migliorare lo stipendio da lei definito "misero" dei docenti meritevoli (tra i quali ovviamente non sono contemplati i precari, forse che precario significa anche non meritevole o non preparato?).
Mi chiedo comunque come possa essere di qualità una scuola che, oltre a tagliare il numero dei docenti, autorizza classi di 31 alunni (quando spesso le aule obsolete riescono a contenerne a malapena 22), propone la riduzione delle ore di lezione e di conseguenza dell'offerta formativa e che, infine, permette che ogni anno vengano assunte e licenziate migliaia di persone.
Dimenticavo: il tutto a vantaggio delle scuole paritarie che, oltre ad incassare notevoli rate dalle famiglie, possono formare classi di pochi alunni e regalare diplomi.
Evviva la scuola di qualità!
Di sicuro non credo che i precari si aspettassero davvero di essere immessi in ruolo tutti in questa tornata di assunzioni ovviamente, precario non è neppure sinonimo di ingenuo, ma sicuramente non si aspettavano questa sua "strategia" operativa: eliminarli, invitandoli a cercarsi un altro lavoro. Soprattutto il suo invito tra l'altro era indirizzato proprio ai precari storici cioè a quelli che hanno anche 50 anni e anche 20 anni di lavoro nella scuola pubblica. E Lei sicuramente dimostra di non porsi nessun problema etico o morale, nel dire a persone che lo Stato, che lei rappresenta, ha "usato" per anni, a suo comodo: "non mi servite più" . È vero, afferma di non voler licenziare nessuno, ma solo perché è impossibile licenziare un dipendente pubblico di ruolo se non per gravi e comprovati motivi.
E di nuovo una strategia innovativa: non verranno sostituiti i docenti che andranno in pensione!
Mi chiedo comunque se Lei abbia già visto con la sfera di cristallo, quanti ne andranno alle primarie e quanti nelle medie inferiori e superiori, ma anche se così non fosse, avrà sicuramente studiato in piano di riciclo del personale, che le permetterà di spostare docenti del primo ciclo sul secondo e viceversa, sempre nella prospettiva di una scuola di qualità.
Trovo inoltre vergognoso, che un Ministro di una repubblica considerata democratica, si permetta di dare pubblicamente solo giudizi negativi sui docenti della scuola che rappresenta la cultura italiana.
E pensare che molti docenti avevano apprezzato l'idea di avere un ministro "rosa" e soprattutto giovane. Ma come si sa, il rosa e la giovane età da soli non sono una garanzia soprattutto se guidati e consigliati da qualche altra figura politica che di scuola ne sa un po' più di Lei!
Concludo ricordandole che il personale della scuola forse ha votato la Sua coalizione di governo, o forse no, ma l'hanno certamente votata migliaia di famiglie che hanno creduto, tra le altre cose, nell'illusione di una scuola migliore, per la quale non ci si limitasse, come sempre, a lesinare risorse, ma, al contrario, si proponessero investimenti degni di un paese del terzo millennio e non del terzo mondo. Ma visto che "la scuola è al collasso", uccidiamola pure, con il beneplacito dell'opinione pubblica, ovviamente.
ASSOCIAZIONE DOCENTI PRECARI MILANO
Prof.ssa Mariateresa COSSOLINI
***
Aggiungo qualche particolare anch'io.
Io di anni ne ho 42, 12 di esperienza nella scuola. Da precario, ovviamente.
Sette all'estero, uno a Tunisi (e a Il Cairo), uno ad Asmara in Eritrea, quattro a Belo Horizonte (Brasil!), uno a Lagos, nella disgraziata Nigeria.
Anch'io, ovviamente, ho una laurea, in Lettere, conseguita con il 110 e lode.
Sono abilitato e vanto tra i miei titoli un corso di perfezionamento in Lingue e Letterature Classiche e un master in Storia Antica, incentrato sul confronto tra Oriente e Occidente.
Oltre all'italiano, ovviamente, parlo e scrivo quattro lingue, in ordine di perfezione: portoghese, spagnolo, inglese, francese.
Me la cavo anche un po' con il tedesco, a dire il vero. Ho solo bisogno di ripassarlo.
Senza contare le lingue "classiche" che ho studiato, il greco antico e il latino, nonché il sanscrito.
Senza contare le nozioni che ho appreso di ebraico, greco contemporaneo, turco, russo, arabo, cinese, persino tigrino.
In gran parte persesi nel lato latente della memoria, è vero, ma bagaglio consistente della mia preparazione culturale e formazione umana.
Coordino, da solo l'uno e in collaborazione con la mia compagna Priscila, immigrata ecuatoriana, l'altro, i gruppi di lettura in portoghese e in spagnolo della Biblioteca Berio di Genova, che si sono prodotti recentemente in notevoli eventi culturali di risonanza internazionale nella mia città, Genova.
Ma a parte le mie competenze culturali, credo di poter dire, seza falsa modestia, di essere un ottimo insegnante, non solo preparato, ma anche dotato di quell'umanità, di quella capacità di dialogo e di quella propensione all'incontro, anche interculturale, frutto certo della mia esperienza all'estero, che spesso sono le materie più preziose e necessarie per i nostri alunni.
Laddove, naturalmente, homo sum, humani nihil a me alienum puto, pertanto di errori ne commetto pure io. Ma li riconosco. E gli alunni pure me lo riconoscono.
E di insegnanti come me, precari come me, ne ho conosciuti molti, quasi tutti.
Ora la Gelmini, avvocatuccia figlia di un politico democristiano, sin da ragazzina fan di Berlusconi e della sua nefasta "discesa in campo", dice che dobbiamo trovarci un altro lavoro perché nella Scuola, di cui lei non capisce una mazza, non c'è posto per noi. E alle parole, sostenuta dal suo idolo Silvio, sta facendo seguire i fatti. Scaraventandoci sul lastrico.
Sta imponendo il maestro unico con un clamoroso e deleterio ritorno al passato e ha la faccia tosta di sostenere che lo fa per ragioni pedagogiche. Quali???
Quanto meno così diceva prima, ora ammette che lo fa soprattutto per tagliare un numero esorbitante di posti di lavoro. E lo dice con tranquillità, come se davvero stesse parlando solo di numeri.
Trascurando colpevolmente il fatto che sta parlando di persone!!!!
Nella maggior parte dei casi più anziane di lei, ma soprattutto sicuramente più preparate e molto più oneste di lei!
Se avessi voglia di ridere mi limiterei a citare Swift, che scrisse nel Gulliver che alla sua epoca in Inghilterra quando nasceva un figlio cretino, pensavano subito di fargli fare l'avvocato.
Ma non intendo offendere un'intera categoria, è evidente che tale citazione la applico tutta a lei.
Il fatto è che non ho alcuna voglia di ridere, visto che per i tagli effettuati pure all'INPS, sta tardando fatalmente a entrare nel mio conto anche l'indennità di disoccupazione... e comincio a preoccuparmi seriamente!
Sono d'accordo con un mio collega che ha sostenuto all'assemblea dei precari di Genova (cfr. http://precariliguria.blog.kataweb.it/) che dovremmo avviare anche azioni legali nei confronti di questo governo di canaglie!
LOTTIAMO PER NOI, PER IL NOSTRO FUTURO E PER QUELLO DEI NOSTRI FIGLI!!!

9 settembre 2008

Continua... il post precedente

Ho ricevuto la replica da parte di A**
Carissimo,
ti ringrazio per aver raccolto la mia provocazione, ma non intendo continuare a "render assunto" ancora per molto tempo e sono più interessato a sapere quando potremo avere di nuovo occasione di incontrarci.
Per questo cercherò di essere sintetico e più chiaro almeno su un punto: so benissimo che la specie Homo Sapiens è originaria dell'Africa quindi la nostra evoluzione è sempre stata caratterizzata da flussi migratori, e ciò non è avvenuto solo in epoca storica come nel funesto giorno dell'incontro della "civiltà occidentale" con quelle precolombiane ed asiatiche.
Con un po' di ironia potremo dire che se dopo i tempi di Cortes, Pizarro ecc... si fossero statibiliti degli efficienti decreti flussi probabilmente certe importanti e ricche civiltà non sarebbero state annientate...
Bene io sono per il confronto alla pari tra le civiltà, invece gli attuali flussi migratori sono il risultato dell'esportazione del nostro nefasto modello di sviluppo INSOSTENIBILE.
Non si può continuare a promettere a 6 miliardi di persone di poter un giorno, qui in Europa o in qualsiasi altro luogo del mondo, raggiungere la felicità con i nostri attuali standard di consumo energetico e di materie prime.
L'Italia non è il "paese della cuccagna", la nostra madre terra non è il Pozzo di San Patrizio e la globalizzazione non è il nuovo Vangelo!
La questione non è imparare a dividere meglio la torta per mangiare meglio tutti, ma bisogna svegliarsi nel cambiare rotta e non continuare a imporre ed esportare modi di pensare, agire, lavorare, decidere che porteranno all'autodistruzione della convivenza tra i popoli e del pianeta.
Le uniche ricette possibili per noi comuni mortali sono al momento: Risparmiare, Riciclare, Riutilizzare e soprattutto Rispettare e valorizzare i principi fondanti delle diverse culture, non acuire il confronto/scontro.
Voto ai migranti dopo un anno di residenza, questa è bella!!... Proporrei di allargarlo anche ai turisti dopo che documentino tutte le spese sostenute in almeno tre mesi di soggiorno italiano ... non hanno per caso pagato anche loro IVA ed altri balzelli?
Ti racconto un po' un caso condominiale vissuto da vicino ...
Una famiglia marocchina vive sopra una famiglia italiana, un giorno malaugurato si verifica una perdita nell'impianto idraulico che causa un allagamento nell'appartamento della famiglia italiana.
Si presenta l'idraulico con l'italiano che stava subendo la perdita, ma purtroppo in casa c'erano solo i figli piccoli, la moglie (poverina, velata, che non poteva alzare lo sguardo da terra e conversare con gli uomini pur essendo l'unica che si esprimesse in uno stentato italiano) e la suocera da due anni in Italia per aiutare nella cura dei nipoti, che non parla italiano o fa finta di non capire la situazione… vera padrona di casa in assenza del marito, che impedisce inviperita l'ingresso dei maschi in assenza di suo figlio.
Si poteva romanticamente spiegarle i suoi diritti di donna e proporle per questo di votare comunista o sinistra critica alle prossime elezioni comunali, chiamare i carabinieri e portarla con le manette in una cella per completare i lavori prima di peggiorare i danni nell'appartamento di sotto, ma, poverina!, come spieghi ad una persona abituata a vivere in piccole comunità nel deserto che esistono i regolamenti condominiali, le leggi comunali, regionali, la costituzione italiana, ecc...
Insomma se la disperazione, la necessità e la televisione bruciano le tappe che spingono a bussare alle nostre porte non si costruisce in così poco tempo un cittadino del mondo consapevole, soprattutto quando i presupposti sono così palesemente errati.
Ti assicuro che in quanto matematico apprezzo la civiltà araba, se non fosse stato per loro vivremmo ancora nelle tenebre del medioevo.
Provo rispetto nei confronti di uomini che nonostante tutto mantengono il forte valore della FAMIGLIA e affermo con fervore che forse nei loro villaggi il consiglio degli anziani ne azzecca di più rispetto alle nefaste scelte dei nostri "democraticamente" eletti consigli comunali.
A proposito di Moratti, forse anche tu, io, nel nostro piccolo... muovendoci con le nostre inquinanti scatolette per insultarci e protestare per i nostri diritti alla mobilità sempre più calpestati dagli altri, dalle istituzioni,...nei nostri centri urbani sempre più invivibili, violenti, stiamo rimpinguando il suo portafoglio... o favorendo la tratta dei nuovi schiavi che vanno a lavorare nelle nostre fabbriche visto che ci piacciono auto sempre più belle e ... soprattutto meno care?
A cosa siamo disposti a rinunciare personalmente per favorire l'uguaglianza dignitosa tra i popoli? Mangiare bistecche per coltivare le terre a grano e riso invece di ingrassare animali (ti ricordi il secondo principio della termodinamica?), possedere un appartamento fornito di acqua, energia elettrica, gas da consumare in abbondanza, il riscaldamento invernale, le vacanze estive...
P.S. I** mi ha detto che come "consapevole" cittadina dell'UE purtroppo se ne frega di votare per il consiglio comunale di Torino! Come darle tutti i torti, io lo faccio solo perché mi trovo costretto a difendere dai fanatici e dai furbastri anche su questo lato del mondo il mio "fasullo" e "povero" orticello, ma le scelte politiche più efficaci le compio al mercato, in casa, sul lavoro nei miei consumi.
Tantissimi saluti,
A**
Ecco la mia nuova infinita risposta:
A**, Meu Deus do Céu! (che uso solo come interiezione, dal momento che non possiedo alcun dio, tanto meno in cielo!)…
E uso un’interiezione brasileira per replicare all’uso tuo, pure brasileiro, di “render assunto”.
Quanto deduco da questa tua nuova replica è, perdonami, uno strano e malsano miscuglio di idealismi radicali confusi, livori personali e frustrazioni collettive, nonché, peggio, qualunquismi anarcoidi solipsistici e un po’ razzisti o, al meglio, supponenti, di antica tradizione in Italia.
Io, ripeto, voglio continuare a parlare di questioni pratiche, di fatti concreti.
Pertanto affronto le tue osservazioni sul piano storico-scientifico, anche se non posso né voglio cimentarmi nel campo della fisica, quindi non raccolgo il tuo provocatorio appello a ricordarmi il secondo principio della termodinamica, per cui, grazie a Wikipedia, so solo dirti che nella formulazione di Clausius, è impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo. In quella di Kelvin-Planck, è impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato preveda che tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea sia interamente trasformato in lavoro. E che Non Clausius implica non Kelvin (ovvero Kelvin implica Clausius) e che Non Kelvin implica non Clausius (ovvero Clausius implica Kelvin).
Però non ho capito che cacchio c’entri con quanto discutiamo!!!!
Va be’, scusa la mia forma mentis humanistica.
L’homo sapiens in effetti è nato e maturato in Africa, prima di venire in Asia e in Europa dove, secondo la tesi tradizionale, lui, probabilmente scuro di pelle, ha tra l’altro provocato l’estinzione del suo lontano cugino di Neanderthal, biondo e con gli occhi azzurri… Tesi oggi molto discussa da tanti…
A proposito, lo sai che quando spiego ai miei alunni che i fossili del Neanderthal sono stati scoperti per la prima volta in Germania, presso Düsserdolf, nella valle di Neander o più propriamente Neumann – che infatti è dedicata all'organista e pastore Joachim Neumann, grecizzato secondo l’uso umanistico in Neander, Uomo Nuovo! – è sempre immancabile qualche alunno che poi mi dice che l’uomo di Neanderthal era tedesco?!
Con lo stesso tipo di raziocinio, permettimi, che usi tu in queste tue comparazioni storiche generalizzanti, ma ironiche, per carità!
Todorov e altri, prima di te, hanno peraltro studiato più a fondo l’esito del “funesto giorno dell'incontro della "civiltà occidentale" con quelle precolombiane”.
C’è chi ha parlato, legittimamente, dal mio punto di visa, di “Olocausto americano”, per giunta perpetuato ancora ai nostri giorni, ma ben poco conosciuto e divulgato.
Quanto all’incontro con quelle asiatiche, ben più antico e caratterizzato da diverse sfaccettature, non lo metterei sullo stesso piano.
Appunto non credo che siano adeguate le generalizzazioni in campo storico, come tra l’altro insegnava il celebre storico classico americano – e ebreo – Moses Finley.
Invece tu generalizzi. Da buon italiano dei nostri tempi.
Dici: “io sono per il confronto alla pari tra le civiltà, invece gli attuali flussi migratori sono il risultato dell'esportazione del nostro nefasto modello di sviluppo INSOSTENIBILE”.
Meno male che dici “nostro”, anche se io discuto, mio non è!
Che tale modello peraltro sia insostenibile, sono assolutamente d’accordo con te.
E questo è molto di “sinistra”: litigare pure quando si è d’accordo!
Non concordo con te sul fatto di colpevolizzare di fatto i migranti per questo sistema, loro che ne sono le prime vittime!
Infatti, posso in linea di principio accettare il tuo sermone allorché sostieni: “Non si può continuare a promettere a 6 miliardi di persone di poter un giorno, qui in Europa o in qualsiasi altro luogo del mondo, raggiungere la felicità con i nostri attuali standard di consumo energetico e di materie prime.
L'Italia non è il "paese della cuccagna", la nostra madre terra non è il Pozzo di San Patrizio e la globalizzazione non è il nuovo Vangelo!
La questione non è imparare a dividere meglio la torta per mangiare meglio tutti, ma bisogna svegliarsi nel cambiare rotta e non continuare a imporre ed esportare modi di pensare, agire, lavorare, decidere che porteranno all'autodistruzione della convivenza tra i popoli e del pianeta.
Le uniche ricette possibili per noi comuni mortali sono al momento: Risparmiare, Riciclare, Riutilizzare e soprattutto Rispettare e valorizzare i principi fondanti delle diverse culture, non acuire il confronto/scontro”.
Che suggeli nel finale, anzi nel post scriptum, scrivendo: “le scelte politiche più efficaci le compio al mercato, in casa, sul lavoro nei miei consumi”.
Ok, anch’io da anni sostengo per esempio il commercio equo e solidale, che peraltro è molto di successo e financo di moda direi, oggigiorno – il che non è nemmeno una nota di merito, ma meglio di moda che fallimentare – così come pure sostengo e divulgo tutte le iniziative che riesco a conoscere e finalizzate a “Risparmiare, Riciclare, Riutilizzare e soprattutto Rispettare e valorizzare i principi fondanti delle diverse culture, non acuire il confronto/scontro”, le tue 4 R, che ribadisco, insomma.
Ma soprattutto quest’ultima R in te che mi lascia perplesso.
Infatti se pensi che solo valorizzare la civiltà araba in quanto matematico o perché i suoi rappresentanti mantengono il forte valore della FAMIGLIA (??), ti permetta di entrare nel novero di chi nutre questa quarta R, ebbene, credo che non sia sufficiente.
Intanto perché, come dicevo prima, è una miope generalizzazione.
Io, come sai, tra i paesi in cui si parla arabo sono vissuto in Tunisia e in Eritrea, inoltre uno dei miei più cari amici conosciuti all’estero è un libanese, cristiano ortodosso, ma ho conosciuto anche molti libanesi musulmani.
Ho stretto la mano, ignaro, a uno dei massacratori di Sabra e Shatila, un amico del mio amico, che solo più tardi mi ha parlato del passato del personaggio in questione, che, quando l’ho conosciuto, faceva il cuoco di un ristorante libanese a Lagos, in Nigeria.
Penso che avrai sentito parlare di Sabra e Shatila?
I campi profughi palestinesi alla periferia di Beirut in cui nel 1982, due mesi dopo che Zoff alzò la coppa del mondo a Madrid, i falangisti libanesi, estremisti cristiani cattolici, approfittando del fatto che Israele aveva invaso il paese, dilagarono per massacrare selvaggiamente i vecchi, le donne e i bambini che erano accampati là, laddove gli uomini erano tutti impegnati a fronteggiare l’avanzata israeliana.
Sul calcio dei loro kalashnikov i falangisti portavano le immagini del Sacro Cuore di Gesù o della Madonna!
Ma insomma, questa solfa te la propino per metterti in rilevo il fatto che per esperienza vissuta me ne intendo più io di te di “civiltà araba”, per quanto non abbia mai studiato le opere matematiche per esempio di Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, che per giunta non era arabo, bensì del Khwarizm appunto, l’antica Chorasmia degli storici e geografi classici – cioè oggi sarebbe cittadino uzbeko – e da cui deriva il nome “algoritmo”, così come la parola “algebra” deriva dal titolo del suo libro più importante: Al-Jabr wa-al-Muqabilah, o meglio per amor di completezza, al-Kitāb al-mukhtasar fī hisāb al-jabr wa 'l-muqābala, che dovrebbe significare Compendio sul calcolo tramite somme e equazioni, o qualcosa del genere... purtroppo l’arabo non l’ho imparato!
Un’altra sua opera, che forse – l’originale è andato perduto – era intitolata Kitāb al-Ǧam’ wa al-tafrīq bi-ḥisāb al-Hind, cioè Libro sull'addizione e la sottrazione secondo il calcolo degli Indiani, è stata tradotta in latino da Adelardo di Bath nel 1126 con il titolo Algoritmi de numero Indorum (al-Khwārizmī sui numeri indiani), ed ha introdotto per la prima volta il sistema decimale dei numeri arabici-indiani nel mondo occidentale, anche se c’è voluto circa un secolo dopo Leonardo Fibonacci, celebre matematico e arabista pisano, membro della corte di Federico II, a diffonderlo più perentoriamente.
Conosco molto meglio, per averlo letto, l’altro grande matematico “arabo” Omar Khayyam, che pure lui invero non era arabo, bensì persiano, non fosse altro perché è stato anche uno straordinario poeta, cantore del vino grazie al quale, nonostante il divieto islamico, deve aver raggiunto le sue geniali intuizioni matematiche.
Ma tornando al discorso di fondo – purtroppo per te adoro le divagazioni! – credo appunto di saperne più e meglio di te di “civiltà araba”, al punto che posso dirti che tale “civiltà araba” non esiste e forse mai è esistita.
Quanto meno per come in genere la intendiamo noi.
Per farti capire meglio, anch’io ti racconto un aneddoto, e io te lo racconto in prima persona.
Una volta, a Tunisi, sono andato da un dentista, che, mentre mi trapanava e mi otturava la dentiera, mi raccontò che aveva intenzione di farsi una vacanza negli Emirati Arabi più che altro per partecipare a un gioco che impazzava in televisione e in cui si vincevano premi favolosi, persino degli appartamenti o delle macchine di lusso oppure cifre stratosferiche.
Senonché aveva problemi per ottenere il visto, al che s’è sfogato dicendomi che noi europei abbiamo tante lingue e nazionalità, tante religioni e orientamenti politici, però ci eravamo uniti nell’UE dove godiamo della libera circolazione, mentre loro “arabi” hanno una sola lingua – l’arabo classico, dal momento che poi le lingue neoarabe possono essere anche incomprensibili tra loro – una sola religione – e pure questo dato non è del tutto esatto – una sola nazione araba, ma erano divisi in tanti stati spesso in contrasto tra loro e tra cui comunque non c’è libera circolazione.
Curiosamente, questa sua asserzione ricorda molto una battuta molto significativa di Anthony Quinn nel ruolo del capo brigante beduino Auda abu Tayi, amico e alleato di Lawrence d’Arabia nel celebre film omonimo, allorché all’inglese che gli diceva che bisognava combattere i Turchi per l’unità degli Arabi, lui risponde che conosceva molte tribù beduine, ma non conosceva gli Arabi!
E t’assicuro che in effetti ci sono tantissime differenze: già il mondo “arabo” è diviso in partenza tra penisola arabica, con tutte le sue distinzioni, mashraq, cioè quello che noi chiamiamo Medio o Vicino Oriente, già territori bizantini o persiani prima della conquista araba, maghreb, il nordafrica a ovest dell’Egitto, comunque molto diverso: un libico e un marocchino, se parlano nelle loro lingue quotidiane anziché in arabo classico – lingua che era parlata a La Mecca nel VII secolo d.C. – non si capiscono assolutamente!
Una volta in Egitto ho salutato un autista come avevo appreso a Tunisi, cioè “asslema, lebes?”, e quello non ha capito una mazza, sicché ho dovuto usare l’inglese.
Più tardi mi han spiegato che come forma di saluto gli egiziani usano: “zaiekh?”.
Senza dimenticare il Sudan che per gli arabi è tutta l’Africa nera araba!
Insomma, un casino! Altroché civiltà araba! È più corretto parlare di civiltà musulmana, comunque multiculturale e mutlilingue, facente capo al califfato di Baghdad, anche se si è presto frammentata, e che in effetti ha promosso la lingua araba classica come lingua veicolare. Ma ci fermiamo lì.
Tant’è vero che nemmeno gli occidentali del Medio Evo li chiamavano arabi, ma preferivano chiamarli mori, saraceni, ecc.
Quindi, caro mio, non credere di giustificare la tua intolleranza antiislamica dichiarandoti estimatore della “civiltà araba” per compensare l’evidente astio che promane dall’aneddoto che mi racconti e che non m’impressiona affatto.
Guarda, sono sicuro che a Milano o nella tua Torino è successo molte volte che un idraulico meneghino o gianduia si sono recati in un appartamento di immigrati napoletani come i tuoi genitori, dove ha litigato e non ha concluso nulla perché semplicemente non si capivano e avevano costumi e approcci diversi alla questione da risolvere!
E la stessa cosa è sicuramente avvenuta tante volte pure con sardi, siciliani, calabresi, pugliesi, ecc.
Questo non ci permette di discriminare intere nazioni o etnie o quello che siano.
Ogni singola persona si deve conoscere e rispettare prima di tutto per quello che è singolarmente.
Ed è in primo luogo l’individuo che va rispettato, senza generalizzarlo.
Anche in tal caso e a tal riguardo ti invito a ristudiarti la Dichiarazione Universale dei diritti umani e magari anche la nostra altrettanto maltrattata Costituzione.
Comunque, non sei d’accordo nel dare il diritto di voto agli immigrati.
E per quale ragione?
Forse che loro non lavorano e non pagano le tasse?
Una recente statistica che trovi su internet sostiene che gli immigrati contribuiscono al PIL italiano per oltre il 9 %.
Per quale assurda ragione non devono poter essere rappresentati politicamente?
Devono solo essere sfruttati alla morte e schiavizzati, come ti ho messo in evidenza nella precedente?
E lo Stato di Diritto? Si applica solo sulla base di criteri di sangue?
Anche in tal caso sei in profonda distonia con la Dichiarazione Universale dei diritti umani e la Costituzione, caro Antonio!
Se tu e Isabela disprezzate il voto per le vostre inclinazioni pseudoanarchiche invero molto piccolo-borghesi, non significa che il voto non abbia valore per nessuno, lo sanno bene i membri del nostro purtroppo attuale governo.
Vuoi lasciare la politica a loro, ai politici, sempre più di “destra”?
Ma è proprio quello che più desiderano.
Non hai seguito tutto il dibattito sorto in seguito al libro di successo La casta, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.
Il nichilismo indotto dai media e dalle mode indotte dai potentati economici che sta inebetendo le masse e a cui ha dedicato anche un famoso libro Galimberti, ha proprio questo obiettivo, non l’hai capito?
Comunque voglio riportarti un estratto di una tabella dell’Istat sui permessi di soggiorno rilasciati al 1° gennaio 2007.
Ho evidenziato solo i numeri più alti a seconda della provenienza continentale, più o meno, laddove queste cifre non tengono in conto gli irregolari, spesso numerosissimi, o dei successivi arrivi. Per esempio recentemente ho letto che i Rumeni hanno superato gli Albanesi.
Né tengono in conto, nel caso degli Americani, delle centinaia di miglaia di militari e funzionari civili che ci sono nelle 113 basi NATO in Italia, anche se talora per brevi periodi!
In realtà, in passato ho letto che il numero maggiore di stranieri in Italia è proprio quello degli Americani!
Non so dirti se nel frattempo è stato ridimensionato.
Gli Ecuatoriani a Genova e Milano sono sicuro che superano i Peruviani, che nel complesso però devono comunque rimanere in maggioranza.
Noterai che tra l’altro da questi paesi vengono molte più donne, quasi il doppio degli uomini, così come nel caso dei Filippini e degli Americani il cui ultimo dato però è falsato da quanto ti ho detto, mentre tale tendenza s’inverte con nazionalità come Pakistani e Senegalesi, per diverse ragioni, anche se in entrambi i casi c’entra sicuramente l’Islam.
Permessi di soggiorno per sesso, area geografica e singolo paese di cittadinanza al 1° gennaio 2007
http://demo.istat.it/altridati/permessi/2007/tav7.1.pdf
Paesi UE
Romania 127.777 uomini 150.805 donne totale 278.582
Paesi europei no UE
Albania 159.715 122.935 282.650
Nordafrica
Marocco 162.847 95.724 258.571
Africa
Senegal 42.991 6.814 49.805
Nordamerica
Stati Uniti 10.268 17.390 27.658
Centro e Sudamerica
Perù 18.864 33.269 52.133
Ecuador 18.338 31.936 50.274
Asia
Cina, R. Pop. 64.729 57.635 122.364
Filippine 29.225 47.188 76.413
India 35.324 21.798 57.122
Sri Lanka 25.641 19.316 44.957
Bangladesh 30.257 10.810 41.067
Pakistan 27.878 8.342 36.220
I tanto vituperati rumeni, tra cui vanno annoverati, per comune cittadinanza, anche i famigerati e disgraziati Rom, sono però cittadini dell’UE e in quanto tali hanno il diritto di libera circolazione nel nostro paese.
Che ci vuoi fare? Se vuoi diritti, deve darne! Anche se in Italia quest’equazione è tosta da digerire.
In ogni caso, questa tabella dovresti soprattutto confrontarla con altre che si trovano su internet e che mettono in evidenza che ancora qualsiasi emigrazione non ha superato quella italiana, che peraltro continua a prevalere di gran lunga anche in Italia nel rapporto demografico tra emigrati italiani e immigrati stranieri.
Un paese come il Belgio, per esempio, ha una percentuale altissima di Italiani, la maggioranza degli stranieri presenti nel territorio del piccolo regno fiammingo-vallone.
E anche in Germania, come sai ci sono centinaia di migliaia di Italiani, secondi solo ai Turchi.
Senza parlare dei 25.000.000 di italo-brasiliani, ecc.
Con che faccia tosta ora facciamo i razzisti!? Me lo sai spiegare!?
E non ti permettere di dire che io favorisco il sistema e arricchisco Moratti e quelli come lui. Più di quanto lo faccia tu, comunque.
Tante volte ho pensato di disarmi di macchina, moto, cellulare, financo il computer, per non parlare delle televisioni.
Sed quo bono?
Per fare l’eremita, l‘eccezione alla regola che comunque si mantiene dominante?
No grazie, preferisco lottare: oggi ho partecipato a un’assemblea di insegnanti precari, dopodomani vado a rompere le scatole a Veltroni e presto faremo presidio al’Ufficio Scolastico Provinciale, già Provveditorato, nonché alle sedi dei sindacati.
E continuo anche la mia lotta per far rispettare lo Stato di Diritto per tutti, in primo luogo a Scuola!
Tu va’ pure al mercato, se vuoi, e non votare!
Ma non criticare a me!
E non ti preoccupare, non ti scoccio più con le mie proposte di divulgazione!
Roberto

P.S.: per stemperare, ti allego una citazione dal citato Omar Khayyam, che peraltro è uno spudorato plagio di Orazio:
Non ricordare il giorno trascorso
e non perderti in lacrime sul domani che viene:
su passato e futuro non far fondamento
vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita.
Omar Ḫayyām, Rub’ayyāt

7 settembre 2008

La "sinistra" italiana oggi...

Qualche giorno fa ho scoperto, navigando su internet, che Sinistra Critica sta proponendo una petizione Migranti, che mi è piaciuta, pertanto l’ho divulgata spontaneamente tra i miei contatti.
“Ciao a tutti,
Sinistra Critica, tra le altre iniziative, sta proponendo la divulgazione di una petizione per risolvere con leggi adeguate e rispettose dei diritti umani il problema dei migranti.
A prescindere dalle opinioni politiche, mi sembra quanto meno caratterizzata dal buon senso.
Per maggiori dettagli, consultare il sito di Sinistra Critica:
http://www.sinistracritica.org/”.

Ho ricevuto un paio di giorni dopo la risposta di un amico di Torino, ex collega in Brasile.
“Ciao carissimo,
ho letto con un po' di ritardo il tuo invito, pur condividendo alcuni punti espressi dalla petizione, sinceramente trovo il problema dei migranti un po' più complesso e non me la sento di appoggiare posizioni che potrebbero creare nell'opinione pubblica effetti di rigetto, fomentare estremismi ed atti ancora peggiori di quelli che attualmente si verificano nelle nostre città.
Apprezzo la tua tenace volontà di dibattere, interrogarsi rispetto ai fenomeni sociali e politici che stiamo vivendo, ma penso che non basti più trincerarsi su posizioni ormai superate dalla storia.
Insomma, oggi interrogarsi su comunismo e capitalismo è un po' come patteggiare per i guelfi o i ghibellini, gli "oppressori" hanno differenti giustificazioni e i problemi degli "oppressi" sono cambiati rispetto a quelli che hanno permesso all'inizio del secolo scorso la nascita di tali ideologie e, così come capita per gli antibiotici, non penso che bisogni insistere con ricette vecchie per malattie che si sono evolute e purtroppo aggravate.
Anzi certe ideologie ed estremismi sono chiaramente sostenute dietro le quinte proprio dai "nemici", coloro che traggono vantaggi dall'attuale sistema di globalizzazione (la lettura attenta delle recenti storie di Vietnam, Iran, Iraq, Afghanistan .. dovrebbero confermarlo) proprio a danno di coloro che cercano e si battono per nuove soluzioni.
Mi rendo conto che è difficile rimanere sereni rispetto a quello che osserviamo, ascoltiamo, ma, così come capita nelle partite di calcio, a forza di continuare a fare il gioco che gli avversari ci impongono, non ci resta che rimanere degli apprezzati, eroici, perdenti.
In definitiva, non voglio continuare a sentire anche nella prossima campagna elettorale gli apprezzamenti di stima, "i riconoscimenti alla purezza degli ideali" e gli "elogi alla coerenza" dell'attuale presidente del consiglio nei confronti di movimenti e partitini che hanno contribuito in modo ingenuo e imbarazzante a consegnargli lo scandaloso consenso che ha ottenuto!
Questa volta mi piacerebbbe passare dalla parte di chi discute, dibatte, protesta a quella più rischiosa di chi si assume le responsabilità, decide ed agisce per cominciare a cambiare.
[…]
Un caloroso abbraccio
A**””.

Al che, io, impietoso, ho deciso di replicargli così:
“Ciao A**!
Mi ha sorpreso molto questa tua risposta.
Infatti ti ricordavo molto più "comunista" di me, seppure nella versione catto-comunista...
Ma voglio analizzare le tue osservazioni una per una:
Tu cominci col dire: "pur condividendo alcuni punti espressi dalla petizione, sinceramente trovo il problema dei migranti un po' più complesso e non me la sento di appoggiare posizioni che potrebbero creare nell'opinione pubblica effetti di rigetto, fomentare estremismi ed atti ancora peggiori di quelli che attualmente si verificano nelle nostre città".
Sinistra Critica propone:

  1. una "sanatoria" per le centinaia di migliaia di migranti già presenti sul territorio nazionale costretti a subire le ipocrite e vessatorie procedure dei decreti flussi. Non ci devono più essere leggi sull’immigrazione che negano i diritti e favoriscono la clandestinità;
  2. di scindere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro, liberando i lavoratori e le lavoratrici migranti da un pesante ricatto che riduce la loro possibilità di difendere le proprie ragioni sul posto di lavoro aumentandone lo sfruttamento;
  3. forme di regolarizzazione permanente, in grado cioè di liberare i lavoratori e le lavoratrici senza permesso dallo sfruttamento e dalle aggressioni della malavita organizzata; i Centri di Permanenza Temporanei, e strutture simili, devono essere chiusi e sostituiti da luoghi di accoglienza che permettano il diritto alla libera circolazione;
  4. una cittadinanza di residenza – dopo un anno - che permetta il diritto di voto, perché chi produce ricchezza con il proprio lavoro e usufruisce dei servizi che contribuisce a sostenere pagando le tasse, deve poter contare anche in questo modo nella società;
  5. di abolire le discriminazioni sul salario, il reddito e sulla sicurezza sul lavoro a cui sono soggetti i lavoratori e le lavoratrici migranti.

Mi precisi un po' meglio quale di questi punti pensi che possa "fomentare estremismi ed atti ancora peggiori di quelli che attualmente si verificano nelle nostre città"?
La sanatoria, forse, che emanciperebbe dalla criminalizzazione forzata migliaia di persone come te e me che hanno la sola "colpa" di non rispondere ai folli requisiti che t'impone la legge italiana (e europea) per conseguire uno straccio di permesso di soggiorno?
Al contrario, mi pare che se si attuasse un provvedimento del genere, la "criminalità", proprio sul piano statistico (e concreto), diminuirebbe molto, nonché il margine di ricatto sociale e morale che i "clandestini" sono costretti a subire.
E in questa considerazione ti includo anche il punto 2, per il quale vanno spese però anche delle parole in relazione alle cd. morti bianche, che sono soprattutto straniere e "clandestine", e pertanto non sempre divulgate, a meno che non facciano notizia clamorosa e/o strumentalizzabile. Una maggiore legalità faciliterebbe un più adeguato controllo, quindi una drastica diminuizione dei rischi a cui questi poveracci sono costretti.
Ma sappiamo bene come a questa classe dirigente facciano troppo comodo gli immigrati clandestini sia per far loro svolgere il ruolo di capro espiatorio sociale, sia per poterli sfruttare nel lavoro.
Una cosa che secondo me non si è messa adeguatamente in evidenza è che i partiti di "sinistra" abbiano in realtà perduto le elezioni non solo perché Veltroni li ha estromessi dalla coalizione o per via dell'inadeguatezza di Bertinotti e degli altri leader "comunisti", fatti comunque indubitabili, meno che mai perché, come dici tu, si trinceravano "su posizioni ormai superate dalla storia".
La verità io l'ho vista con i miei occhi: gli unici che oggi votano o voterebbero a sinistra, oltre che una sempre più esigua classe di intellettuali, sarebbero gli operai, perché i partiti di "sinistra" sono gli unici che difendono i loro diritti sacrosanti, ma ormai gli operai sono sempre più stranieri, cioè senza diritto di voto, ed è quindi ovvio che ai partiti di "sinistra" il loro voto non arrivi!!!
Se non ci credi, vieni alle 6:00 di mattina davanti alla Fincantieri di Sestri Ponente una volta, e vedrai come su 10 operai che entrano in cantiere, solo 1 o poco più sia italiano (!!!), e magari calabrese o campano o pugliese, quindi nemmeno residente a Genova, ergo nemmeno lui votante, di fatto.
E con questa osservazione che traggo dalla mia esperienza diretta ti spiego anche la mia totale adesione al punto 4.
Per quanto concerne il punto 3, invece, ti invito soltanto a visitare questi due siti, tra i tanti:
http://fortresseurope.blogspot.com/
http://rcslibri.corriere.it/rizzoli/_minisiti/gatti/
Peraltro, non so precisamente, neppure in tal caso, cosa ci trovi di tanto complesso nel problema dei migranti, spiegami!
Dal canto mio, so molto bene, per studi e esperienze dirette effettuati, che si tratta di un problema complesso, non fosse altro per il fatto che interessa moltissime persone, di moltissime nazionalità, lingue, motivazioni alla migrazione, situazioni politico-economiche e socio-culturali di partenza.
D'altra parte, mi pare che sia il nostro governo, nonché l'UE, che lo stia trattando nella forma più superficiale e arrogante possibile.
Hai mai sentito parlare della Direttiva Ritorno che tanto ha giustamente indignato i governi del Mercosul/Mercosur e dei paesi associati all'ultimo congresso che hanno tenuto a Tucumán in Argentina tra la fine di giugno e l'inizio di luglio scorsi?
Hanno diramato una nota di protesta assolutamente legittima nei confronti dell'UE mettendo in rilievo, tra l'altro, come i migranti europei in Sudamerica non fossero certo stati trattati così come l'UE tratta oggi i migranti latinos.
In tutta risposta l'UE, con l'impulso di Sarkozy e del nostro beneamato governo, ha ulteriormente accanito i provvedimenti anti-immigrati, per la soddisfazione di quel porco di Maroni!
Io sono sempre stato un europeista e continuo a esserlo, ma se l'UE diventa un organismo sempre peggio definito sul piano della coesione politico-socale e sempre più orientato a imitare l'arroganza prepotente degli USA in quanto ai migranti e ai paesi più deboli, allora, scusa tanto, ma non mi va bene e farò tutto il mio possibile per impedirlo.
Faccio parte del gruppo docenti del Centro in Europa (http://www.centroineuropa.it/index.php), di cui sono pure socio, e attraverso questo organismo porto avanti le mie iniziative, finalizzate soprattutto a divulgare tra gli alunni e verso le autorità le distorsioni che l'ultima politica europea sta realizzando nei confronti dei propri ideali di origine e soprattuto nei confronti della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che t'invito a riguardare, magari.
Quanto al punto 5, credo che anche tu, per quanto sia di ruolo, abbia realizzato che ultimamente il tuo salario sia meno consistente, ma soprattutto sempre meno in grado di fronteggiare il crescente carovita. O no?
Be', io l'ho realizzato molto chiaramente, tant'è vero che sono stato sul punto di vendermi la moto e ho pensato anche di vendermi la macchina da poco acquistata.
Forse peraltro non lo sai. Ma noi insegnanti siamo una categoria ancora "protetta", sia pure sempre meno, e io come gli altri precari molto meno che voi di ruolo (quest'anno mi sono dovuto accontentare di 12 ore e già posso considerarmi fortunato: molti miei colleghi con 15 o più anni di carriera che erano ormai certi della cattedra almeno al 30 giugno da qualche anno, sono rimasti a spasso!!! Gente con 50 anni e famiglia a carico!!! A sperare di nuovo negli spezzoni, per lavorare!!!).
In ogni caso, dovresti invece sapere che le imprese, come la stessa Fincantieri che ti ho citato prima, approfittano del ricatto ai migranti, assunti a condizioni scandalose e schiaviste, appunto, per taglieggiare condizioni lavorative sempre più vergognose anche agli italiani, che sono costretti ad accettare di lavorare per 800/900 euro al mese a tempo determinato e senza molte garanzie sindacali per 40/50 ore alla settimana, se non di più. Quando gli va bene!
Laddove a Sestri, per esempio, vicino alla citatissima impresa, benché la zona non sia certo un paradiso, gli affitti si aggirano sulla media di 400/500 euro al mese, se non di più!!!!
Pensi sempre che lo stato sociale, o meglio, interpretando il tuo discorso, le "ideologie" che lo promuovono e difendono, siano "come gli antibiotici", "ricette vecchie per malattie che si sono evolute e purtroppo aggravate"?
Io, peraltro, non sono mai stato molto per le "ideologie", sicuramente molto meno di te, per esempio.
Ho sempre badato ai fatti concreti, come quelli di cui ti sto parlando e che ho conosciuto e vissuto personalmente.
Così come ho conosciuto e vissuto personalmente gli effetti del sistema che tu chiami "capitalismo", in contrapposizione al "comunismo", non solo nel nostro paese, ma anche in Brasile, dove hai vissuto pure tu, nonché negli altri paesi dove ho vissuto e lavorato, specialmente la Nigeria. E aggiungo alla lista l'Ecuador, che, per quanto ci sia stato solo un mese, ho avuto occasione di approfondire intensamente anche perché la mia compagna è ecuatoriana.
Ebbene, del Brasile non ne parlo perché già sai. Spero solo una cosa: l'attuale coalizione di governo è andata al potere soprattutto grazie allo spauracchio della sicurezza. Secondo me, e certo non solo secondo me, perché di allarmi ne sono stati lanciati fin troppi, se Berlusconi continua a demolire la magistratura con le sue leggi ad personam, tra poco rimpiangeremo la nostra attuale "insicurezza" e arriveremo ai livelli di Rio de Janeiro, São Paulo o, ancora peggio, Lagos, in Nigeria. E sarà anche una vendetta del destino nei confronti degli italiani che si sono lasciati ingannare dagli allarmismi populisti della destra! Mai gridare al lupo, diceva la morale di una vecchia favola!
Già ti posso assicurare che Roma, Napoli, Milano, ma anche certe zone di Genova la sera, sono molto più pericolose di Guayaquil, per esempio, dove, quando siamo arrivati, Priscila non faceva altro che dirmi: "stai attento, stai attento!!".
Per chi sia già vissuto in Brasile o a Lagos, Guayaquil è una tranquilla cittadina di provincia! Per giunta molto accogliente!
Voglio piuttosto mettere sul piatto della bilancia la devastazione materiale, sociale, ecologica, morale, psicologica, culturale, economica e anche politica, naturalmente, che il dominio delle multinazionali del petrolio – tra cui l'AGIP di cui sono stato dipendente, visto che la scuola Enrico Mattei è di sua proprietà – ha provocato in Nigeria con la collusione della classe dirigente locale, corrotta e più arrogante dei colonialisti.
Questa è la vera faccia di quello che tu chiami capitalismo e con cui sei disposto a convivere.
Tanti personaggi della classe dirigente italiana, come Moratti per esempio, sono ricchi grazie al sacrificio della Nigeria e della sua popolazione.
Informati un po' meglio.
Mi pare chiaro dai tuoi discorsi, infatti, come ti abbia convinto il tanto adeguato ai tempi "liberismo" veltroniano, non fosse altro in funzione, secondo il tuo (e il suo) calcolo discutibile, di una sperata vittoria su Berlusconi.
D'altra parte, tale sperata vittoria non si è verificata, e non certo perché i "movimenti e partitini [...] hanno contribuito in modo ingenuo e imbarazzante a consegnar[e]"... "all'attuale presidente del consiglio" " lo scandaloso consenso che ha ottenuto", pur di rimanere "degli apprezzati, eroici, perdenti" degni solo di sarcastici "riconoscimenti alla purezza degli ideali" e "elogi alla coerenza"...
Se è per questo, abbiamo sentito anche vari personaggi della destra, qualche (ex) piduista per esempio, che ha volgarmente trionfato allorché erano riusciti "a eliminare la feccia dal parlamento".
E non solo a destra, ma anche all'interno del PD molti hanno festeggiato per le stesse ragioni.
Del resto, il governo Prodi aveva avuto il tempo e molte occasioni per cambiare la legge elettorale di Berlusconi, ma non l'ha mai fatto!
Comunque, io – e non solo io – sono convinto del fatto che la corsa di Veltroni a essere più realista del re Silvio finirà per portarlo al suicidio politico e alla rovina totale della "sinistra" italiana.
O meglio di quell'indefinibile oggetto che è il PD.
Farà la fine di quella salma di Rutelli, vedrai!
Alla somma dei conti è più facile piuttosto che sia proprio la coerenza e l'attenzione ai problemi veri del paese e della cittadinanza tutta che pagheranno.
Anche se ciò non vuole dire automaticamente, purtroppo, che la "sinistra" vera riesca un giorno ad andare al governo, in un paese di paralitici, sul piano politico, qual è l'Italia.
Metto tra virgolette la sinistra, perché, come tra l'altro credo di averlo detto pure a te, nemmeno amo questa falsa dicotomia destra-sinistra, uno specchietto per le allodole: a me, ripeto, piace discutere sui fatti concreti!
E se Veltroni oggi è di sinistra, credo che le mie riserve siano più che legittime!
Ma poi guarda che sono il primo a sostenere che tutti i politici onesti dovrebbero far fronte comume contro le canaglie che abbiamo al governo, ma senza compromessi rispetto ai propri programmi politici, alla propria natura!
Compromessi che invece fa Veltroni e prima di lui hanno fatto D'Alema e Bertinotti stesso credendo di guadagnarsi le simpatie degli italiani, frenoblesi a causa delle massicce campagne pubblicitarie e propagandistiche "destrorse" di Mediaset e RAI.
E tralasciamo in questo discorso personaggi senza decenza politica e umana come Dini, Amato e lo stesso Prodi, che non fanno testo.
Insomma, guarda che a non allearsi con Veltroni contro la destra non sono stati i "movimenti e partitini" in cui è stata spezzettata la "sinistra" negli ultimi anni in omaggio all'antica strategia del divide et impera, bensì Veltroni che non li ha voluti più perseguendo una sua presunta realpolitik, invero fallimentare.
Ha accettato come alleato solo Di Pietro perché sapeva che i sondaggi lo davano oltre il 5 %. E non senza imbarazzo.
Infatti oggi come oggi è l'unico a fare opposizione autentica!
Peccato che abbia i suoi limiti pure lui, che comunque gode della mia ammirazione (con riserve) e ha goduto del mio voto negli anni passati.
Voto che gli ho poi negato quando ha votato con la destra contro la commissione parlamentare destinata a occuparsi dei fatti del G8 di Genova.
Quanto al tuo discorso secondo cui tali "movimenti e partitini" facciano il gioco dei "nemici", "coloro che traggono vantaggi dall'attuale sistema di globalizzazione (la lettura attenta delle recenti storie di Vietnam, Iran, Iraq, Afghanistan" lo confermerebbe), ebbene, anche in tal caso, mi piacerebbe che fossi un po' più chiaro.
Più chiaro con me che ho già avuto più di un'occasione di discutere e criticare vari personaggi in vista, specie nel mondo dell'università e della scuola, per i loro inerti e stereotipi atteggiamenti "alternativi", "no global", "rivoluzionari", ecc., più spesso dettati dall'ossequio a mode e modelli che a sincero trasporto e solida preparazione.
A me personalmente, infatti, "la lettura attenta delle recenti storie di Vietnam, Iran, Iraq, Afghanistan", mi dice molte cose: per esempio che il potere dei media nelle mani dei potentati economici e politici delle multinazionali che si esprimono attraverso i governi americano e di molti paesi occidentali e non solo, sia il peggior nemico per chi creda che "un altro mondo sia possibile", tanto per sposare lo slogan del Forum Sociale Mondiale.
E la dimostrazione di questo fatto persino ovvio l'abbiamo appunto in Italia, con il "conflitto di interessi" mai scalfito e su cui quindi continua a giocare Berlusconi.
In tutti gli altri paesi, i Berlusconi locali sono stati ridimensionati quando non incarcerati.
Te lo ricordi Tapie in Francia?
E Collor in Brasile?
E in Thailandia, stai seguendo quello che sta succedendo in questi giorni?
Solo noi, che ci crediamo più furbi di tutti, lo abbiamo fatto andare al governo, anziché in galera!!!
Va be', concludo questa oceanica replica alla tua spocchiosa email con un'ultima considerazione che spiega ulteriormente il mio sostegno alla "causa" dei migranti, a parte la coerenza (da perdente, secondo te) e il rispetto dei diritti umani e del principio di solidarietà.
Tua moglie, per quanto brasiliana, ha il passaporto portoghese, quindi non deve sopportare le umiliazioni che Priscila è costretta a subire.
Vedi, quando i piccolo-borghesi italiani saranno costretti a chiedere l'elemosina nelle strade del mondo, come hanno fatto la classe media argentina e quella ecuatoriana dopo le crisi provocate dal sistema liberista che loro stesse appoggiavano, allora forse impareranno un po' di più quello che supra ho definito il principio di solidarietà.
¡Hasta la victoria, compañero!
¡Y dale Correa, Chávez, Morales, Lugo!
Roberto
P.S.: se peraltro pensi davvero che sostenendo Veltroni stai passando "dalla parte di chi discute, dibatte, protesta a quella più rischiosa (???) di chi si assume le responsabilità, decide ed agisce per cominciare a cambiare", allora ti invito a visitare un altro sito, che forse ti permette di capire sul serio quanto questo governo e questa "opposizione" ci stiano lasciando spazio per "decidere, agire e cominciare a cambiare": http://www.scappo.it/index.php“.

Oggi ho ricevuto un’altra email da un altro amico, G**, più sincero di A**:
“Roberto, ciao.
Ho il PC che non funziona in modo regolare (ne ho ordinato uno più potente e più veloce) e di conseguenza mi sono preso una pausa per riflettere attentamente alle tue richieste per sostenere le iniziative di firmare le petizioni che proponi. Debbo con molto rammarico onestamente confessare che sono anni che ormai non partecipo più a nessuna forma di attività politica o sindacale. La cosa che più mi rincrescerebbe è che, avendo posizioni sia culturali che esperienza di vita vissuta diversa dalla tua, io possa perdere un amico casualmente conosciuto in internet per una posizione che anni fa ho assunto nei confronti di chi vigliaccamente si era professato vicino ai lavoratori e alla gente debole. In queste ultime mie 23 parole troverai la mia rabbia verso coloro che tanto hanno professato di voler difendere un diritto comune ma in pratica si sono "appropriati" dell'opposto professato (honestum et verum vitae vera bona sunt); ho di conseguenza adottato il metodo: provare per credere. Avrei tante cose da dirti, preferisco per ora tacere. La rivoluzione dei popoli si fa quando il popolo ha fame, purtroppo il popolo, ora come ora, è sazio, ha ancora la pancia piena e non pensa, quando i crampi si faranno sentire allora si che ne vedremo delle belle, prosit.

Allora io ho voluto rispondere, accettando il gioco del latino:
Ad Trifolam Robertus, Salve atque Vale!
Hodie solum hoc tibi dico: carpe diem et quam minimum credulus postero; donec eris felix, multos numerabis amicos, tempora si fuerint nubila, solus eris!

5 settembre 2008

APPELLO S.O.S. ACQUA!!!

Anche questa è da divulgare!!
E bisogna anche agire!!!
***
APPELLO S.O.S ACQUA
di Alex Zanotelli
Cosenza, 15 agosto 2008
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on. Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’acqua… queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.
Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti!
Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R. Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali“.
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina ) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina (Veolia , la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni), che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%! Oltre quattromila famiglie, da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina!
L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
È una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a sé stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili. Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli).
Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M. Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma). Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.
Mi chiedo amareggiato: m dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua ?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perché iamo così immobili? Perché ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente, senza essere S.P.A .
“L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito” profitto – ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra – pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile”.
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!)
È quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI: ”Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico”.
Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua?
L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore – ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita”.
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Cfr. tra gli altri: